PROGRAMMA - LAZIO 2010




WEB REVOLUTION
Internet è una risorsa fondamentale della democrazia, contribuisce alla libera circolazione dei saperi e delle informazioni, stimolano la partecipazione, possono garantire un rapido accesso ai servizi e assicurare nuovi posti di lavoro. Il Lazio deve diventare la regione del wi-fi e della banda larga (portando la rete in tutte le piazze, nelle scuole e nelle università), dell’accesso gratuito alla rete e del software libero. L’amministrazione regionale deve adottare sistemi operativi opensource, senza soggiacere agli interessi delle multinazionali, in modo da liberare energie economiche utili alla formazione professionale, all’abbattimento del “digital divide”, allo sviluppo delle infrastrutture tecnologiche e all’informatizzazione degli uffici pubblici.
BAMBOCCIONE CI SARAI
C’è chi li chiama “bamboccioni”, chi li giudica senza conoscerli e li obbliga alla marginalità e alla precarietà. Ma i giovani più che colpevoli sono vittime. Vittime di un Paese che offre loro poco e niente, dai servizi agli incentivi. Vittime condannate alla dipendenza dai genitori: un rapporto affettivo che si trasforma in assistenziale.
La scommessa è assicurare un pieno accesso allo studio (combattendo l’abbandono scolastico e aumentando le borse per chi ha più bisogno e i premi a chi mostra più talento), moltiplicare i posti negli studentati (senza cementificare, ma riconvertendo le caserme e le rimesse militari abbandonate), potenziare l’Agenzia degli affitti estendendo i servizi di assistenza e di garanzia nei contratti anche ai residenti, prevedendo un contributo regionale all'affitto per giovani lavoratori e studenti.
I giovani non devono più essere considerati una “categoria a rischio”, da aiutare e da assistere, o un problema, ma una risorsa su cui investire. Con un fondo per il microcredito giovanile si può assicurare sostegno alle idee più creative ed ecosostenibili. Centrale è il riuso dei beni confiscati alle mafie e del patrimonio immobiliare sottoutilizzato per attività sociali, culturali e di turismo giovanile.
LE CITTA' DEI BAMBINI
Avete mai provato a guardare la vostra città con gli occhi di un bambino? Probabilmente la visione sarebbe la stessa che hanno i più deboli, i disabili, gli anziani. Le nostre città sono immaginate e costruite sulle esigenze di un cittadino tipo, adulto e lavoratore, e soprattutto della sua macchina. Su questo modello abbiamo disegnato le strade, le piazze, progettato strutture e funzioni della comunità, modellato i nostri giorni.
Abbiamo sacrificato salute, sicurezza e qualità della vita. Ripensare le nostre città a misura di bambino vuol dire lavorare per renderle più accessibili, meno caotiche, con un più alto livello di qualità ambientale, consapevolezza civica e decoro, accesso ai servizi e mobilità.
Una città adatta ai bambini è una città dove vivono meglio tutti.
MOBILITA' LIBERA TUTTI
Città senza auto. Senza l’incubo del parcheggio. Sollevati dai costi di acquisto e di mantenimento dei mezzi privati. Che vita sarebbe? Una vita migliore, senza dubbio. Con meno stress e più tempo libero.
Costruire una mobilità pubblica efficiente vuol dire garantire il diritto all’acceso, rendere più fruibili i servizi primari, gli ospedali, le scuole, i mercati e le piazze. Bisogna scommettere e investire con forza sui treni extraurbani per il lunghi collegamenti, su metropolitane, tram e autobus ecologici nelle città.
La Regione deve estendere la deducibilità delle spese di trasporto collettivo dall’imponibile fiscale di competenza e sostenere la diffusione di car-sharing e bike-sharing per la vera rivoluzione dei tempi e delle abitudini di vita. Un piano straordinario per un'altra mobilità, quella libera.
ECONOMIA VERDE
L’ambiente è una risorsa e le politiche ecocompatibili sono un’opportunità economica in grado di migliorare la qualità della vita e di creare nuova occupazione.
Dalla crisi si esce cambiando modello di sviluppo: la sfida dell’innovazione tecnologica, industriale ed economica si gioca nel risparmio energetico e nelle fonti rinnovabili. Preservando il paesaggio, impedendo lo scellerato consumo del suolo e la privatizzazione dell’acqua, favorendo il recupero degli spazi urbani, il Lazio potrà finalmente liberarsi dallo scacco del cemento e del privato senza regole.
Investendo sulle energie alternative, sull’energia del sole e del vento, facilitandone la produzione domestica, si creano posti di lavoro e si scongiura il ritorno (costoso e inutile) al nucleare.
CRISI, RICERCA E LAVORO
Il nostro Paese è in una grave e profonda crisi economica e finanziaria, politica e sociale. Non è facendo finta di nulla, come vorrebbero alcuni, che ne usciremo. Bisogna investire in ricerca e innovazione, combattere le mafie e l'economia sommersa. Bisogna sostenere le imprese a patto che investano sullo sviluppo di nuove tecnologie e mantengano i livelli occupazionali, senza delocalizzare.
La cassa integrazione deve essere lo strumento per la riconversione produttiva e non l’anticamera del licenziamento. La nostra regione deve scommettere sulla scuola di qualità, sulla formazione e sulla libera ricerca, unico volano della ripresa. Il “reddito minimo garantito” va esteso e assicurato a tutti i cittadini privi di reddito. Con il microcredito bisognerà continuare a sostenere le persone e le piccole imprese che non riescono a ottenere crediti dalle banche.
DIRITTI E ROVESCI
Una società più libera e rispettosa delle diversità è una società più inclusiva e dinamica che attira talenti e cultura, turismo e sviluppo. Come già è stato fatto in Toscana e in Liguria, la Regione Lazio dovrà riconoscere anche alle coppie di fatto, siano esse etero o omosessuali, il diritto di accesso ai servizi e alle agevolazioni destinate alle famiglie tradizionali.
Una regione più libera è una regione più laica, dove tutti possono scegliere delle proprie cure e della propria fine-vita. La Regione Lazio dovrà istituire un registro per il testamento biologico.
Una regione che non discrimina dice “no” al numero chiuso per gli alunni stranieri nella scuola pubblica e si impegna per combattere le discriminazioni di genere sul lavoro. Per questo bisogna riaffermare nei fatti la parità di trattamento economico tra uomo e donna e sostenere l’accesso al lavoro delle persone transessuali, spesso marginalizzate e spinte alla prostituzione.