«Chi guadagna 500 euro è uno sfigato».

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Nel goffo tentativo di emulare Martone, l'onorevole Stracquadanio ha rilanciato (un paio di giorni fa da Class, ma io lo leggo oggi da Amenduni che lo ha sentito ridire dal nostro sempre oggi alla Zanzara) la polemica sulla sfiga, dicendo che «chi guadagna 500 euro al mese è - appunto - uno sfigato»
Ora, per evitare di ricominciare con l'annosa discussione sulle categorie, sugli insulti, sulle gaffe più o meno ricercate, vi invito a far finta di nulla, cercando di andar oltre lo spot, la violenza dell'approssimazione, alla ricerca del pensiero più profondo dell'onorevole Stracquadanio. E non è difificile: basta leggersi per intero il comunicato di Class, dove Stracquadanio nel dire che chi prende meno di 500 euro è uno sfigato dice anche che lui non ne può più «di un paese di piagnoni», che «piangersi addosso è stomachevole», soprattutto perché «il lavoro c'è e sono gli italiani che non lo cercano». Invece di piangere, dunque, «da Mcdonald cercano personale, andassero lì». E conclude, «in Italia ci sono 4,5 milioni di immigrati che hanno un lavoro regolare. Sono 4,5 milioni di italiani che hanno rifiutato questi posti».
Ecco. Qui, se vogliamo, possiamo creare una polemica ben più utile. Perché il punto, sfiga o non sfiga, caro Stracquadanio, è che quei 4,5 milioni di italiani che hanno rifiutato quei posti di lavoro (che poi "rifiutato" è un parolone, ma vabbé) non hanno rifiutato le mansioni, i doveri e le fatiche di quei posti. No. Non è per pigrizia che lasciano il compito al successivo della fila, a chi è ancora più «sfigato» di loro. Perché, caro Stracquadanio (e cari tutti voi che ritirate ciclicamente fuori questa idiozia), non è vero che ci sono lavori che gli italiani non vogliono più fare, mentre è verissimo che esistono, e sono molto comuni, retribuzioni che gli italiani non possono più accettare. Ci sono salari con cui non si può campare. 500 euro, ad esempio.


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sergio 16 febbraio 2012 23:06

Straqua delira come da par suo. 500 euro di stipendio sono un insulto e siamo tutti d'accordo. Ma per favore finiamola di liquidare la faccenda dei lavori che gli Italiani non vogliono più fare come una barzelletta. Fatti un giro nelle officine metalmeccaniche, nelle stalle, nei macelli, nei capannoni dove si lavorano i rifiuti, da almeno un decennio (ma forse qualcosa in più) di Italiani non se ne vedono e se ce ne sono, sono pochissimi. Piaccia o non piaccia è un dato di fatto. Agli italiani fare un lavoro dove ci si deve sporcare le mani non piace proprio.

Anonimo 16 febbraio 2012 23:20

Infatti il tipo fa il parlamentare, pur di non lavorare!