«Lì una volta vendevano giornali e fumetti porno».

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Dispone il governo Monti: «Gli edicolanti potranno praticare sconti sulla merce venduta e defalcare il valore del materiale fornito in conto vendita e restituito a compensazione delle successive anticipazioni al distributore. Inoltre, gli edicolanti potranno rifiutare le forniture di prodotti complementari forniti dagli editori e dai distributori e potranno altresì vendere presso la propria sede qualunque altro prodotto». Qualunque altro prodotto.
Dunque, centristorici, località turistiche, sciistiche o affini, dite pure addio ai chioschi dei giornali. O meglio, non se non al chiosco, dite addio ai giornali. Il chiosco probabilmente resterà ben piantato nella sua privilegiata posizione, in mezzo alla piazza, all'incrocio delle vie, davanti al museo, sul lungomare, ma sarà solo un ricordo del chiosco che fu, com'è già in alcune più sfortunate e turistiche zone, a Roma, ad esempio, a piazza Navona. Venderà souvenir, chincaglierie, palette per la sabbia, se la spiaggia è vicina. Niente più giornali, niente più fumetti porno sullo scaffale più alto. Con buona pace del romanticismo, alla faccia della tradizione, anche estetica, ma soprattutto alla faccia della qualità della vita dei centri urbani, alla loro capacità di combinare residenzialità, commercio e turismo. Pare serva ad uscire dalla crisi. Più efficace di un piano di edilizia pubblica, più delle garanzie sui mutui, più degli asili nido. Pare si smuovano miliardi. Pare.