Sardo, Menichini, i soldi nostri e il Sulcis Iglesiente Oggi

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Siccome, come sono favorevole al finanziamento pubblico dei partiti (che altrimenti solo i ricchi o quelli supportati da ricchi, ancor più di oggi, potrebbero far politica), sono favorevole al finanziamento pubblico all'editoria, e siccome credo anche che il finanziamento debba essere cosa seria, elargito con maggior criterio e giudizio in modo da non esser più fonte di scandali e sacrosanto motivo di indignazione, vorrei suggerire a Stefano Menichini e Claudio Sardo, nonché a Dino Greco e Marcello De Angelis, e - con auguri di lunga e fortunata vita - ai giornali che questi dirigono (rispettivamente Europa, l'Unità, Liberazione e Secolo d'Italia), di controllare bene le firme che insieme alla loro indirizzano l'ultimo e accorato appello al Presidente della Repubblica affiché salvi le testate non profit, di partito e cooperative, dal taglio del Fondo per l'editoria.
Perché può capitare che uno, pur condividendo quanto da voi scritto («il perimetro dell’informazione si comprimerebbe drasticamente, rimanendo appannaggio di pochi gruppi privilegiati»), e pur colpito dalla buona dose di autocritica («nel mondo dell’editoria, è indispensabile un’opera di bonifica per distinguere, sulla base di rigorosi criteri, i giornali «veri» dalle testate inventate a bella posta per lucrare sulle erogazioni pubbliche»), incuriosito dalle improbabili testate e dagli sconosciuti direttori, cerchi su google tracce di cotante preziose iniziative editoriali. E può capitare che, ad esempio, uno cerchi (facendo finta di non aver notato la sovrabbondanza di pubblicazioni cattoliche) su google il "Sulcis Iglesiente Oggi", scoprendo che questo settimanale non lascia alcuna traccia di sé ad eccezione di una affollatissima pagina facebook, il cui ultimo post è «Solidarietà a Boffo... ma non solo», datato 13 settembre 2009, ore 18 e 26.
Ecco. E può capitare che uno, se fa questa ricerca ed è meno convinto di me della necessità del fondo per l'editoria, magari finisce per dare ragione a Tremonti, incurante di buttare, come dite voi, «il bambino con l'acqua sporca»: sarebbe un vero peccato.



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annafbb 31 ottobre 2011 10:54

Non riesco a capire una cosa: sono d'accordo sulla necessità di dare regole sull'editoria per evitare imbrogli e speculazioni sui finanziamenti, ma cosa centrano i giornali e le testate non profit, che i finanziamenti non li prendono se non dai donatori e che offrono panoramiche su terre e temi dimenticati che altrimenti non avresti mai? I periodici non profit sono uno strumento importante di divulgazione e sensibilizzazione su temi sociali e devono essere aiutati a continuare! E in fondo, se a volte incontri un quotidiano o un giornale fermo a due anni fà, non può semplicemente essere che non ha più mezzi per proseguire?

Anonimo 31 ottobre 2011 11:47

la risposta di menichini.

«grazie luca. e hai ragione. l'iniziativa stavolta è partita dai giornali cooperativi, l'hanno gestita loro e non ci è stato possibile fare la scrematura necessaria (che però è PROPRIO necessaria, in quella lettera non è scritto a caso). speriamo bene di meritarci un esito positivo. ciao»