«Senza t-shirt sono ancora meglio». «'Sta svergognata».

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Una maglietta scema, la prima, con scritto «senza t-shirt sono ancora meglio». 


Una maglietta ipocrita, la seconda, che ribatte «è una questione di stile». 


E così, il botta e risposta modaiolo tra Nicole Minetti e la coppia Elena Donazzan e Isi Coppola, assessori in veneto, non fa altro che confermare che, da quelle parti, per il riscatto delle donne, non c'è speranza. Perché così è troppo facile, troppo comodo. Ed è sbagliato. Perché così la cattiva è Nicole Minetti, lei per tutte, la Minetti o una delle tante Nicole di turno, sempre e comunque la donna, e mai Berlusconi, mai il grande capo, mai il vecchio. Le cattive sono le donne che provocano, rivendicano, stuzzicano. E mai gli uomini che approfittano, scambiano, posseggono. Donazzan e Coppola fanno quelle tutte d'un pezzo, pronte ad indignarsi per una maglietta scema. Dev'essere molto comodo, non vedere tutto il resto.

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Anonimo 21 settembre 2011 19:18

Ormai ci siamo ridotti cosi'....le migno..e al governo e le signore x strada!

Anonimo 22 dicembre 2011 07:23

Non ha senso tirare sempre in ballo gli uomini.
Esistono le mignotte ed esistono gli utenti. Andare a cercare chi è più colpevole equivale a domandarsi se è nato prima l'uovo o la gallina.
La prostituzione fu e resta un dato di fatto, come l'aborto. Paradossalmente l'aborto è considerato un diritto. Non vedo perché non lo debbano essere anche il prostituirsi o il ricorso alla prostituzione.
Tirare sempre in ballo gli uomini, poi, serve soltanto ad alimentare il mito del maschilismo, inventato per giustificare sempre e comunque le donne colpevolizzando gli uomini di ogni cosa.
Le femministe sembrano dimenticare troppo spesso che le donne sono individui pensanti. Non esistono posizioni condivide da ogni donna e ci sono donne che, potendolo fare, preferiscono prostituirsi, barattarsi, proporsi e mostrarsi.
Nessuno uomo punta loro una pistola alla tempia.