No cash. Il baratto, la Mastercard e la finanziaria di Tremonti.
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Segnalato da un'amica, sono incappato nel "No cash day", che è un concorso, una cosa per blogger. La mia amica partecipa (e anzi visto che è una gara dove si viene votati dagli utenti potete votare anche voi, lei se vi piace, gli altri se preferite) e io, prima della sua segnalazione, non sapevo manco cosa fosse. Letto velocemente pensavo fosse una cosa tipo invito al pauperismo, al risparmio, allo scrocco come tendenza nonché necessità e virtù, al francescanesimo. Un bel ritorno al baratto. E invece no, manco pe' niente. Il "No cash day" è pure meglio, molto meno romantico, molto meno rivoluzionario, molto più "paraculo", più consumista, ma meglio, più pragmatico. Il "No cash day" è un esperimento per promuovere la via della moneta elettronica, delle carte contro la carta, della Mastercard nel portadocumenti (che infatti finanzia la cosa, ed ecco il "paraculo") contro la moneta che tintinna in tasca. Bhè, voi vedetela pure come vi pare, ma a me le argomentazioni convincono. Si abbattono i costi (la gestione del contante in Europa vale 50miliardi di Euro l’anno, 10 di questi spesi dall’Italia), si inquina meno (metalli e carte, son sempre metalli e carta), si combatte l'evasione (che in Italia, è bene ricordarlo, è - ad essere molto cauti - oltre il 20 per cento del Pil, più o meno 180 miliardi di euro di tasse). Ed è quello che penso ogni volta che il cameriere, finita la pizza, mi segna il conto con la biro sulla tovaglia di carta. «So' 48 dotto'». Che poi io non sono «Dotto'». E mi rode ogni volta. Perché mi tocca sempre chiedere, «Posso avere la ricevuta?». E loro passano subito al tu. «Carla! Al tavolo 11 vogliono la ricevuta.. eccola». E invece se si pagasse solo con la carta sarebbe tutto più semplice. E comunque, pizza a parte, abbiamo buone speranze. Presto, molto presto, niente più conto segnato con la biro sulla tovaglietta di carta. Il "No cash day" è patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani. Insomma, è fatta. Presto anche il caffè al bar si potrà pagare con la carta. In finanziaria avranno sicuramente fatto inserire a Tremonti qualcosa in materia, obblighi per i commercianti, obblighi per le banche, sconti, incentivi, cose così. Tra una norma ad personam e l'altra, l'hanno messa sicuro. Vero?



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