Dagospia, Concita e i nomignoli.
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varie e riflessioni..
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Leggo Dagospia, il pezzo con cui Dagospia racconta il cambio di direzione all'Unità, e mi sconcerta. E mi sconcerta, badate, non tanto il giudizio complessivo sul giornale e le valutazioni proposte del lavoro di Concita De Gregorio, di quello di Soru, della redazione dell'Unità. No. Non mi sconcerta quello. Semplicemente non sono d'accordo. Penso che l'Unità fosse un giornale valido, coraggioso, che ha saputo investire sulla rete e che da questa è stato premiato, con copie e tantissimi click. Ma non è quello, comunque. No. Leggo Dagospia e mi sconcerta. Mi sconcerta la cattiveria, l'arroganza, la violenza. Mi sconcerta. Mi sconcerta e penso. Penso che questo, questo paese qua - quello di Dagospia, di Libero, del Giornale, ma anche del Fatto, di Brunetta che è basso e quindi sa di tappo - questo paese qua sarà un paese nuovamente normale quando nessuno si sognerà, presa la licenza elementare e superato il bullismo scolare, di chiamare qualcuno storpiandone il nome, dallo Psiconano a Lady Cicione, da Minzolingua a Pisapippa. Vale per tutti.






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Bravo!
All'inizio è divertente, poi alla lunga passi dalla parte del torto!
Ricordo uno dei pochi schiaffi dati a mio figlio, dato d'istinto proprio per aver chiamato qualcuno con un nome "non proprio". Leggo quello che hai scritto e penso che, se è vero che mai nessuna forma di violenza è giustificata, quella forse non è stata del tutto inutile.
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