tetto stranieri nelle scuole dell'infanzia
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
PREMESSO CHE
- L’assessore alle politiche scolastiche del Comune di Roma ha annunciato nei giorni scorsi, con grande risalto sugli organi di informazione, di voler applicare il limite dei 5 bambini stranieri per classe, per le scuole comunali dell’Infanzia, a partire dal prossimo anno scolastico;
- Che la normativa era stata prevista già nell’art. 1 del “Regolamento della Scuola Comunale dell’Infanzia”, risalente al 1996;
- Che, nella sostanziale mancata rigida applicazione della normativa, i Municipi, nella redazione annuale delle graduatorie, hanno dovuto far fronte di anno in anno all’aumento esponenziale dei cittadini “stranieri” richiedenti l’iscrizione;
- Che non risulta essere stato analizzato e/o divulgato l’incremento dei cittadini, e dei bambini stranieri in particolare richiedenti l’iscrizione alla scuola dell’infanzia comunale, dal 1996 ad oggi;
CONSIDERATO CHE
- La scuola dell’Infanzia costituisce in moltissimi casi la sede del primo incontro tra i bambini e una comunità relazionale esterna alla famiglia;
- che tale sede non persegue finalità didattiche predefinite, piuttosto si modella sulle differenze e sulle peculiarità dei singoli bambini, che proprio a tre anni (limite minimo per l’accesso alla scuola dell’infanzia) iniziano a relazionarsi e a comunicare in senso compiuto;
- che a livello di legislazione ordinaria il decreto legislativo n. 59/2004 esplicitamente riconosce che le Scuola dell’Infanzia, promuovono le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e assicurano effettiva eguaglianza delle opportunità educative;
- che il medesimo decreto, nell’allegato A, riconoscendo che l’azione della Scuola dell’Infanzia opera nel rispetto e nella valorizzazione dei ritmi evolutivi, delle capacità, delle differenze e dell’identità di ciascuno, assegna alla stessa un contributo fondamentale nella realizzazione del principio di uguaglianza sancito dall’art. 3 della Costituzione;
- che, infine, lo stesso decreto assegna tra gli obiettivi della Scuola dell’Infanzia quello della “Fruizione e produzione di messaggi”, specificando che tra gli scopi della Scuola vi è quello diretto ad imparare come “Parlare, descrivere, raccontare, dialogare…lasciando trasparire fiducia nelle proprie capacità di espressione e comunicazione e scambiandosi domande, informazioni, impressioni, giudizi e sentimenti”;
SI INTERROGANO IL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO
E L’ASSESSORE COMPETETENTE
E L’ASSESSORE COMPETETENTE
PER CONOSCERE
- quali siano gli intendimenti concreti dell’Amministrazione sull’applicazione del limite dei 5 bambini per classe nelle Scuole dell’Infanzia comunali;
- quali indicazioni operative debbano seguire il Municipio nella redazione delle graduatorie ove le stesse indicassero il superamento dei 5 bambini stranieri per classe;
- quale destino seguirebbero i bambini stranieri “in esubero”;
- quale criterio discretivo debba applicarsi per definire l’estraneità dei bambini, se il rigido criterio della cittadinanza legato allo ius sanguinis, una appartenenza a determinati gruppi linguistici o una analisi caso per caso delle competenze linguistiche di ciascun bambino;
quale analisi scientifica, pedagogica o sociologica sorregga l’eventuale disagio che un bambino romano di tre anni soffrirebbe, nell’apprendimento delle capacità sopra descritte di spettanza della Scuola dell’Infanzia, per la frequentazione di bambini “stranieri”.
Cons. Luca Sappino
Sinistra ecologia e Libertà
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