La Roma del bilancio Alemanno
Come promesso pubblico una memoria sul bilancio 2009/2011 in approvazione al Comune,a presto Luca

Al bilancio di Alemanno bisogna opporre una serie infinita di “no”, bisogna opporre alternative concrete.
Il primo “no” al bilancio targato PdL è sul metodo. Quello che ci troviamo a valutare è un bilancio costruito tutto dal centro che, ovviamente, al centro, ai dipartimenti, consegna tutte le risorse. Un bilancio composto in solitudine non può che essere figlio della solitudine stessa. In barba ad ogni principio di partecipazione e in barba al decentramento (buona pratica affermata dalle giunte precedenti) nessuna consultazione preventiva con le istituzioni di prossimità, con i municipi e le rappresentanze territoriali, è stata intrapresa. I municipi hanno potuto giudicare solo una proposta di bilancio preconfezionata, tagliata e cucita altrove. Certo, i municipi (come ha fatto il nostro, nonostante sia governato dalla destra, dopo ore di dibattito) possono allegare alla valutazione sul bilancio alcuni emendamenti, ma nulla è vincolante e in questo il voto d'aula è poco efficace. Lasciamo stare il caso specifico del II municipio, dove una maggioranza distratta e un'opposizione compatta hanno prodotto una votazione fuori tempo massimo, ma questo bilancio è la negazione di qualsivoglia decentramento e lo si capisce leggendone le cifre. I fondi sono tutti assegnati ai dipartimenti e ai municipi sono state lasciate le briciole, risorse sufficienti solo alla sopravvivenza. In un quadro di assoluta mancanza di dialogo con i territori, di questi, come prevedibile, non si colgono le esigenze. Questo vale tanto per i rioni, che per i quartieri storici e le periferie.
Nel nostro municipio sono saltati finanziamenti importanti: nulla c'è per la cultura (o meglio, sono stati previsti solo 20 mila euro); sono stati chiusi i rubinetti per le metropolitane, opere strategiche per la mobilità della città e del nostro territorio; come fosse uno scherzo, 400 euro sono stati destinati alla costruzione del nuovo centro alzheimer, servizio importantissimo per cui la precedente amministrazione aveva previsto 200 mila euro di spesa; delle piste ciclabili non c'è più traccia, a bilancio non c'è neanche un euro per farne di nuove o per la manutenzione di quelle già esistenti. Si potrebbe continuare quasi in eterno a snocciolare cifre inadeguate. Altro esempio? In questi giorni la città è incartata da manifesti che contano gli alberi potati - tra platani e lecci, un’intera foresta - ma se vi dicessi quanto è stato assegnato al nostro municipio per la cura del verde pubblico vi mettereste a piangere. I soldi per la cura di parchi, giardini e strade alberate, possono giusto bastare per comprare un set da giardiniere provetto: pala, forbici e rastrello.
Il cammino del bilancio in municipio è stato lungo e disordinato, ben 20 ore di dibattito e due convocazioni sono servite alla maggioranza per arrivare al voto (come già detto, espresso fuori dal termine indicato dal Comune), ma la battaglia al Campidoglio sarà ancora più dura. Il gruppo “Sinistra e Libertà”, fatta l'opera di consultazione che Alemanno ha ritenuto opportuno evitare, ha presentato quasi 10 mila emendamenti, sia sulla spesa corrente che sul piano investimenti. Una contromanovra da 455 milioni di euro per rispondere alle esigenze della città. Centrale è la richiesta di reinserire il finanziamento per il prolungamento della linea B della metropolitana, quasi 200 milioni definanziati dalla nuova maggioranza che toccano soprattutto le periferie.
Per rilanciare il decentramento amministrativo e l'effettiva funzione dei governi di prossimità, Sinistra e Libertà propone di spostare 97 milioni di euro dai dipartimenti ai municipi, in modo che questi possano disporre direttamente della cura del verde, possano difendere la scuola pubblica e il diritto allo studio e al lavoro dei diversamente abili, possano occuparsi degli anziani e dei minori in difficoltà, riescano a proporre una mirata offerta culturale e a tutelare l'autodeterminazione delle donne. Con quei fondi i municipi potrebbero istituire dei centri antiviolenza, sviluppare azioni di contrasto all'emergenza abitativa o avviare osservatori sul lavoro.
Nel bilancio di Alemanno mancano i soldi per l'assistenza domiciliare ai disabili e agli anziani, mancano i soldi per la manutenzione delle strade e degli edifici scolastici. Senza girare il dito nella piaga provocata da quei 18 milioni di euro spesi in consulenze e ufficio stampa, Alemanno, nonostante sia riuscito a garantirsi presso il governo nazionale esenzione dal patto di stabilità, chiude e impoverisce Roma. Questa è la destra al governo della città.




