OLTRE CONSAPEVOLEZZA E LIBERTA'
di Luca Sappino - comitato promotore “consapevolezza e libertà”
I preservativi entrano nelle scuole e fa bene il comitato promotore della campagna “consapevolezza e libertà” a parlare di successo storico, di cambio di passo: grazie alle tante firme raccolte e all’impegno del consiglio provinciale di Roma è caduto un tabù. Senza provocazioni, senza eccessi o trasgressioni, nel campo della prevenzione e dell’informazione sessuale qualcosa è cambiato, da oggi - comunque vada a finire – non sarà più la stessa cosa. E se le abitudini, il rapporto tra giovani e sesso, tra giovani e affettività, probabilmente erano cambiate già da tempo, oggi se n’è accorta anche la politica, anche chi amministra le nostre città e le nostre scuole. I giovani di “consapevolezza e libertà”, i giovani di Sinistra e Libertà, come del Partito Democratico, dell’associazione Luca Coscioni, del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e della Rosa Arcobaleno, hanno preteso e ottenuto un gesto di coraggio, impegnando la Provincia di Roma a “sostenere campagne d'informazione nelle scuole per sensibilizzare i ragazzi sulle malattie sessualmente trasmettibili e sull'uso del preservativo” e – questa è la rivoluzione - ad “installare distributori automatici di preservativi nei licei e nelle università, in accordo con le dirigenze degli stessi”. Allora, se il vicario del Papa grida allo scandalo pregando tutti di ricordare quanto l’amore sia un dono di Dio e mettendo ben in guardia dal rischio di una semplificazione e banalizzazione della sessualità, leggendo i commenti alla vicenda pare proprio che il muro sia crollato lo stesso. Il viceministro alla sanità Fazio – che è sì un tecnico ma rimane uomo del governo Berlusconi – parla di strumenti necessari, di un’iniziativa importante; l’ex ministro Livia Turco – tre anni fa contraria alla proposta – oggi ammette di essersi sbagliata e approva il coraggio della provincia di Roma. Insomma, “consapevolezza e libertà” è un successo che si ferma solo nelle gerarchie ecclesiastiche e in qualche membro del Pdl o del Pd cattolico (come la neo parlamentare europea Silvia Costa) giustamente convinti che a scuola non si vada per accoppiarsi. E ci mancherebbe altro - rispondiamo noi - a scuola non si va certo per fornicare sui banchi, la scuola è un luogo di formazione, di educazione e di informazione. Ma è proprio per questo che è nata l'iniziativa di “consapevolezza e libertà”, l'idea di portare i preservativi nelle scuole è figlia dell'idea di una scuola che forma e che prepara senza pregiudizi né moralismi alla vita, a quella lavorativa come a quella sessuale. Gli scettici hanno ragione anche quando dicono che i ragazzi volendo possono già comprare i preservativi nelle farmacie o, se si vergognano, nei distributori automatici notturni. Gli scettici però sottovalutano quanto l’installazione di distributori di preservativi nelle scuole e un’intensa campagna di informazione potrà cambiare le abitudini dei tanti giovani che pensano di poter fare a meno dei preservativi o quelle di chi pensa di poterli sostituire con incarti di domopack o con l’uso della pillola anticoncezionale. Andando in giro a raccogliere le firme ci siamo accorti di come tanitssimi ragazzi - maschi e femmine - vedano il preservativo (che pure sanno dove e come comprare, volendo) come estraneo, oggetto alieno buono forse per fare qualche gavettone. Non sottovalure quindi l'importanza di portare i preservativi nei luoghi più familiari ai giovani, nelle scuole, ma anche nelle discoteche, nelle piazze o nei pub.à si prende cura di se stesso e del partner durante i rapporti non cambieranno, ma sbagli a credere che invece non cambieranno quelle di chi pensa di poterne fare a meno. Andando in giro a raccogliere le firme ci siamo accorti di come tanitssimi ragazzi - maschi e femmine - vedano il preservativo (che pure sanno dove e come comprare, volendo) come estraneo, oggetto alieno buono forse per fare qualche gavettone. Non sottovalure quindi l'importanza di portare i preservativi nei luoghi più familiari ai giovani, nelle scuole, ma anche nelle discoteche, nelle piazze o nei pub.Andando in giro a raccogliere le firme ci siamo accorti di come tantissimi ragazzi - maschi e femmine, più o meno senza distinzione – vedano il preservativo (che pure sanno dove e come comprare) come estraneo, come oggetto alieno buono forse per fare qualche gavettone: qui sta l’importanza di portare i preservativi nei luoghi più familiari ai giovani, nelle discoteche, nei pub, nelle piazze, nei circoli sportivi e, quindi, nelle scuole. Qui sta la rivoluzione innescata da “consapevolezza e libertà”. Chi ha creduto in questa campagna e chi l’ha sostenuta nelle istituzioni può giustamente cantare vittoria, tornare ad intonare vecchi slogan libertini. Però adesso viene la parte più difficile, e quanto seminato oggi dovrà crescere domani: non dobbiamo accontentarci, bisogna avere la forza di rilanciare. Il primo passo è che altre istituzioni locali, altre province e regioni si muovano nella direzione indicata dalla provincia di Roma, approvando testi simili, più o meno avanzati. Il secondo e fondamentale è invece la battaglia dei costi, la vera sfida per affermare il diritto alla prevenzione. La proposta è di partire dal prossimo autunno con una campagna di raccolta firme nazionale per l'abbattimento dei costi dei preservativi. È una sfida di sinistra, è una sfida di libertà, non possiamo mancarla.
Luca Sappino



1 comment
con sergio rovasio, durante la campagna elettorale, oltre alla distribuzione dei preservativi abbiamo avviato una raccolta firme per l'abbattimento dei costi. continuiamo insieme, un'altra volta, per le battaglie comuni.
annarita
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