Mercato vescovio. Come andrà a finire?

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Per riassumere quanto accaduto in aula sulla vicenda del mercato Vescovio mi permetto di segnalarvi la nota dell'agenzia DIRE. Ecco cosa si riesce a fare quando i cittadini e le forze di opposizione lavorano seriamente per un obbiettivo.

ps: nelle parentesti quadrate, dopo la nota di agenzia, vi lascio alcuni necessari commenti.

a presto, Luca Sappino


Il referendum deciderà le sorti del mercato Vescovio

ROMA - Sarà una consultazione popolare a decidere le sorti del mercato Vescovio, che non sarà trasferito in largo Somalia. Il Consiglio del Municipio II, riunito in seduta straordinaria, ha infatti votato all'unanimità un ordine del giorno del Pdl, a firma dei consiglieri Signorini, Cappiello, Inches, Chiappetti e Bonetti che al primo punto "esclude largo Somalia come sede idonea al trasferimento del mercato da via Stimigliano, così come rappresentato da Risorse per Roma, che definiva l'area in questione 'troppo limitata'".

La maggioranza ha poi votato anche gli altri due punti dell'ordine del giorno, che prevedono "di impegnare la giunta in processi di consultazione popolare nel quadrante del mercato per comprendere meglio le esigenze dei cittadini e, infine, di avviare il censimento delle postazioni libere dei mercati coperti specificatamente nel Municipio II". I consiglieri del Pd, nonostante si fossero dichiarati contrari al referendum, hanno deciso di astenersi nel voto su questi ultimi due punti, mentre hanno votato contro Luca Sappino (Sinistra e Libertà) e Giampaolo Celani (Lista Civica per Rutelli).

Il presidente del Municipio II, Sara De Angelis, ha affermato che "il referendum è la soluzione migliore. In questo modo diamo voce a tutti i cittadini del quadrante, che hanno diritto ad esprimere la loro opinione". Contrario invece l'ex presidente del Municipio, Guido Bottini (Pd), secondo il quale "la scelta del referendum significa ammettere che in tutti questi anni non c'è stata concertazione. Non è così. Questa è una via di fuga dal problema". Il presidente del comitato Largo Somalia, Claudio Scialanga, ha evidenziato come "il referendum sia una soluzione positiva, ma va fatto in tempi rapidi".

28 maggio 2009

[sul Referendum: quale sarà la domanda della consultazione referendaria? Vuoi il mercato? Questa non è partecipazione. Se la maggioranza di centrodestra avesse voluto realmente coinvolgere i cittadini avrebbe organizzato da tempo assemblee pubbliche, avrebbe invitato cittadini, comitati e associazioni nelle commissioni competenti, confrontandosi sul merito della questione. Certo è che per fare tutto questo bisogna prima avere uno straccio di idea da proporre. Temo che il referendum sia una scorciatoia maldestra, l'ennesima presa in giro.]

[Sul censimento delle postazioni libere: il mio voto ad esprimere ferma contrarietà alla prospettiva di smembrare il mercato, rinunciando all'importante servizio territoriale offerto dalla struttura. Non si può pensare di risolvere il problema della collocazione cancellando un servizio per i cittadini e mettendo a rischio il lavoro degli operatori. Invece di parlare di censimenti e referendum, perché la maggioranza non dice chiaramente qual'è il suo progetto? Perché non si fissa un termine?]