Resoconto consiglio 20.01 - botteghe storiche, parcheggi e rom
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Carissimi,l’ultima giornata di consiglio è certamente degna della vostra attenzione.
La seduta (convocata per le 10.30, ma iniziata, come sempre, un’ora più tardi) si è aperta, recuperando così quanto non trattato precedentemente, con la discussione e l’approvazione all’unanimità di un ordine del giorno – il cui primo firmatario è il consigliere Colorio (PdL) - sui parcheggi. Il testo, anche se viziato da alcune imprecisioni, solo parzialmente correte in aula, impegna il nostro municipio a rispettare l’articolo 7 del codice della strada sulla normativa della sosta. In soldini, abbiamo approvato un memorandum per quando andremo a progettare e realizzare nelle nostre strade interventi di riqualificazione: questi dovranno tener conto (cosa che in realtà, come ho fatto notare in aula, dovrebbe essere automatica) che secondo il codice della strada e secondo le normative attualmente vigenti, ma anche secondo il più semplice buonsenso, le aree di sosta non possono insistere direttamente sulla carreggiata e si dovrà quindi provvedere – come già fatto in altri municipi, si veda in Prati – ad isolarle con prolungamenti di marciapiedi (i famosi ‘orecchioni’), parapedonali o aree spartitraffico. Il fine è quello di migliorare la circolazione veicolare, rendere più evidente la sosta ‘non autorizzata’ e proteggere i pedoni. Comunque il tema andrà ripreso nella competente commissione per programmarne e valutarne l’attuazione.
Siamo poi passati ad altro argomento discutendo della proposta di deliberazione, di iniziativa dell’assessore Mancini, sulle ‘botteghe storiche’. Il progetto, già discusso nella commissione commercio, di cui io stesso sono membro, seppur nobile nell’intenzione, presenta alcuni vizi evidenti. Sia in commissione che in aula ho scelto di non sostenere il provvedimento, prima con un’astensione e poi con il voto contrario, perché convinto che per aiutare le botteghe storiche a perdurare la loro attività, rendere più evidente la loro presenza e incentivarne la tutela, servano vere agevolazioni e una utile attività di promozione, non come scelto dalla nostra amministrazione uno spot. Ritengo che quanto previsto nella proposta dell’assessore Mancini, approvata in aula anche grazie ai voti del Pd (astenuti il consigliere Ricci e il consigliere Celani), non possa essere di alcun sostegno alla causa delle ‘botteghe storiche’. Apprezzo appieno lo spirito che c’è dietro ad un provvedimento del genere che va ad individuare e riconoscere le botteghe storiche del nostro territorio, tutelando una memoria e dando un aiuto a queste realtà, che spesso si trovano a far conti con elevati costi di gestione, mutamenti delle abitudini di consumo e impedimenti burocratici e normativi. Sosterremmo così uno spirito di conservazione in questo caso molto positivo. Approvo questo spirito e avrei sostenuto con il mio voto un progetto che fosse riuscito a sintetizzarlo. In consiglio però ci siamo trovati a discutere di tutt’altro, di un progetto che tutt’al più arriverà a riconosce ad alcune attività commerciali del nostro municipio un titolo simbolico, assicurando ai fedeli commercianti un bel diploma da appendere dietro il banco. Un riconoscimento che non solo non andrà nei fatti a sostenere concretamente quelle attività, ma non riuscirà neanche a definire un valido albo. I criteri che si sono scelti non serviranno a tutelare qualsivoglia memoria storica. Secondo il regolamento per il bando, allegato alla delibera, ‘bottega storica’ sono “gli esercizi artigianali, commerciali e di somministrazione, (…) gestiti da un unico soggetto o dai relativi eredi con la stessa merceologia commerciale, artigianale o di somministrazione, per almeno cinquanta anni”. Solo una questione anagrafica quindi. Nessun particolare riferimento di storicità (una vecchia insegna, delle foto che ricostruiscono i precedenti volti del locale, un bancone d’epoca o un vecchio registratore di cassa, tanto per dire!) è stato inserito come criterio per accedere al prestigioso riconoscimento. Alle ‘botteghe storiche’ farebbe certo più comodo poter usufruire – ad esempio - di uno speciale regime normativo (ad esempio per mantenere le vecchie insegne a bandiera, oggi altrimenti vietate), la possibilità di essere inserite in un ‘itinerario delle botteghe storiche’ o ancora di agevolazioni fiscali. Nulla di questo è stato previsto, il bando per le botteghe storiche nei fatti è solo l’occasione per organizzare una festa con i commercianti nel giorno di San Giuseppe.
sperando sia utile,
Luca





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