
Carissimi, pubblico qui l'ordine del giorno che ho presentato in consiglio in risposta a quello presentato dal conisigliere del PdL Massimo Inches (favorevole allo sgombero immediato) sull'occupazione di Corso Italia 108.
Il consiglio, molto partecipato (erano presenti una nutrita ed educatissima delegazione degli occupanti e alcuni responsabili dei movimenti per la casa), si è concluso con la volontà condivisa di rinviare la discussione in commissione, tenendo come priorità la tutela delle famiglie occupanti, con il ritiro degli ordini del giorno presentati da me e da Massimo Inches, e con la sola votazione di un terzo ordine del giorno, all'inizio presentato da tutto il gruppo del PdL (escluso Inches ovviamente) ma poi sostenuto dalla sola firma di una 'dissidente' consigliera Chiappetti.
L'ordine del giorno votato, che invocava con fare confuso un necessario ritorno alla 'legalità' senza però mai parlare di sgombero coatto, è stato bocciato a larga maggioranza con l'unico voto favorevole della stessa Chiappetti.
Senza voler strumentare un tema molto delicato - su cui, ovviamente, più che per appartenenza partitiche si giudica secondo coscienza - il PdL ha, ancora una volta, dimostrato di non essere propriamente un gruppo coeso e di dover ancora risolvere considerevoli frizioni interne.
ORDINE DEL GIORNO
permesso che dal 2 febbraio 2007 permane l’occupazione dello stabile di Corso Italia 108, di proprietà ed ex sede degli uffici del INPDAP;
premesso che le graduatorie ERP del Comune di Roma risultano pressoché paralizzate per gli scarsi investimenti e per le inadeguate manovre di dismissione del patrimonio pubblico e degli enti previdenziali;
considerato che il diritto all’abitare è un diritto fondamentale dell’uomo e della donna, necessario all’indipendenza, all'autodeterminazione e alla creazione di un qualsivoglia futuro, di nuovi e possibili nuclei familiari,
considerato che la questione relativa all’emergenza abitativa è una delle problematiche più urgenti che le amministrazioni dei territori della nostra città si trovano o si troveranno presto a dover affrontare;
considerato che il mercato immobiliare propone esclusivamente affitti troppo alti e mutui dai canoni insostenibili; considerata l'esponenziale crescita degli sfratti per morosità e delle insolvenze nei mutui; considerato quanto già approvato nell'ordine del giorno 71 del 8/11/2007;
IL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO ROMA II IMPEGNA
IL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO E L’ASSESSORE COMPETENTE
ad attivarsi, in prima persona e presso gli organi competenti, affinché sia garantito il recupero della proprietà in questione tutelando le famiglie ad oggi presenti nello stabile occupato, e possa esser valutata l'opportunità che tale recupero sia finalizzato al cambio di destinazione d'uso e alla conseguente destinazione dello stabile in questione ad uso residenziale pubblico.