LA SINISTRA DIMOSTRI DI SAPER FARE: SÌ AL MUTUO SOCIALE

17 comments

- Sabato scorso, dalle rosse poltroncine dell'Ambra Jovinelli, l'associazione Per La Sinistra ha inaugurato il suo cammino lanciando le primarie delle idee: si è deciso che è il momento di riflette, di capire chi siamo e quali sono i nostri obiettivi. È un processo certamente utile al percorso unitario, necessario a chiarirci le idee, a palesare l'appello d'unità e la voglia di cambiamento. Le primarie delle idee, anche contrapposte alle primarie delle leadership, sono un'iniziativa che mi sento di condividere appieno, una campagna che mi vedrà coinvolto e pronto al confronto. Qualcosa, però, frena il mio entusiasmo e mi lascia perplesso.

Mi chiedo se noi, a sinistra, non siamo po' troppo narcisi e se non sia meglio cercare un'identità nell'azione piuttosto che nel pensiero. Credo che, con questa iniziativa, lasciata così, da sola, nel vuoto di progetto più assoluto, si corra il rischio di parlarsi un po' troppo a dosso, fare pura filosofia (anche se della più nobile) e dar solo dimostrazione della nostra alta capacità retorica, delle nostre magistrali analisi politiche. Vedo forte, sopratutto tra i giovani, il rischio di passare ancora per quelli che parlano, parlano, sognano un mondo diverso, migliore, e poi, però, all'atto pratico si perdono. La sinistra oggi ha invece bisogno di dar prova di sé e di smentire chi la taccia di essere ormai lontana dal Paese, di conoscerne sì le istanze e i bisogni, ma di non saperli raccogliere, tramutarli in obiettivi concreti e sfide da vincere. Oggi la sinistra dovrebbe dimostrarsi unita su campo di battaglia, nelle strade, più che in un comodo teatro. Anche e soprattutto per sancire l'importanza di un percorso unitario, abbiamo bisogno di misurarci con una sfida reale quanto più grande ed ardua possibile. La vera prova di forza, per dimostrare che di noi c'è ancora bisogno, non credo sia nel raccogliere idee, quanto nel trovare soluzioni, affrontare e vincere una sfida enorme, difficile e che rappresenti un nodo centrale nella vita delle persone.

Mi permetto quindi di avanzare una proposta.

Nella nostra regione, e in particolare a Roma, c'è un'emergenza che non può più essere ignorata, una battaglia che non può più essere lasciata in mano a collettivi e coordinamenti di cittadini, una battaglia che ha bisogno di un referente politico, di qualcuno che abbia la forza di trovare, proporre e ottenere una soluzione. Nel Lazio – ma è così più o meno ovunque – l'emergenza abitativa è una piaga sociale: propongo che questa sia la battaglia da portare avanti tutti assieme, quel terreno su cui dimostrarci capaci di stare uniti. Dico che la sinistra deve prendere il tema di petto e farne la propria bandiera; propongo – senza pretese di originalità – che la sinistra, nelle vesti dell'ass. Per La Sinistra, si faccia promotrice di una campagna di civiltà. Chiedo ai nostri dirigenti di mettere tutti noi in condizione di poter fare la nostra parte: le strade possono essere molte, ma io mi sento di proporre che nei prossimi mesi - prima e durante la campagna elettorale per le europee, nel Lazio come in altre regioni – si raccolgano firme a sostegno di un progetto tanto ambizioso quanto semplice e lineare: il MUTUO SOCIALE, un'idea di cui sinceramente vorrei poter rivendicare la paternità, un progetto che vorrei fosse tutto nostro - made in left - ma che, senza vergogna, dobbiamo condividere con chi da anni ne ha fatto il proprio cavallo di battaglia, con la destra sociale di Casa Pound.

Il 'mutuo sociale' è lo strumento giusto per sancire il diritto all'abitare, l'occasione per sfuggire alla follia dell'affitto e per stabilire il diritto alla proprietà della casa. Capisco non sia facile riconoscere la lungimiranza di un avversario politico, ma noi invece dobbiamo essere in grado di rompere con le contrapposizioni ideologiche e valutare lucidamente la validità, o meno, delle singole proposte.

Fuori dalle logiche dell'assistenzialismo, la formula scelta per il 'mutuo sociale' è a carattere permanente, mira a soddisfare l'emergenza abitativa una volta per tutte e si propone di costruire quartieri di edilizia eco-sostenibile e a misura d'uomo, grazie all'istituzione di uno specifico ente regionale. Questa nuova struttura, su terreni demaniali già edificabili, utilizzerà i fondi per l'edilizia residenziale pubblica e gli specifici finanziamenti europei. Secondo la storica proposta della destra, dopo la costruzione delle prime case si instaurerebbe un circolo economico chiuso e sostenibile, in cui i soldi incassati dalle rate pagate dei primi assegnatari e i soldi incassati dall'affitto dei locali commerciali saranno destinati alla costruzione di nuovi quartieri e di altri lotti. Il 'mutuo sociale' è un progetto finanziariamente sostenibile: lo sforzo sarà solo nel costruire la prima consegna e nel bloccare i necessari fondi di garanzia. Poi basterà assicurare trasparenza e legalità.

Le case ottenute con il 'mutuo sociale' saranno effettivamente di proprietà delle famiglie che, attraverso rate a misura delle proprie risorse, ne avranno ripagato per intero il costo. Questa proprietà però sarà vincolata, condivisa con lo stesso ente: la casa non potrà quindi essere messa a garanzia di nessun prestito o ipoteca, ma anche non potrà essere pignorata da nessuna banca o creditore, non potrà essere venduta o affittata. Le case del 'mutuo sociale' non potranno mai essere oggetto di speculazione.

Imbarcarsi in questa sfida, raccogliere le firme necessarie a presentare una proposta referendaria, almeno regionale, ci sarà utile a dimostrare le nostre capacità pratiche e ci aiuterà a riconquistare quel contatto con il territorio che tanto ci manca. È una sfida che possiamo vincere, una battaglia che ci riporterebbe dalla parte giusta, al fianco di chi non ce la fa. Ci vogliono certo coraggio e onestà. Ci vuole la forza di riconoscere la validità di un progetto nato nella testa di altri, ma soprattutto ci vuole la capacità di fare proprio quel progetto, correggere la proposta di legge a modo nostro, dare l'impronta delle nostre convinzioni, dimostrare praticamente la differenza tra 'noi' e 'loro'. A noi sta evitare che questi nuovi quartieri siano dei ghetti per la povera gente e siano invece appetibili anche per il commercio e per i ceti medi, prevedendo sempre una quota di appartamenti da immettere sul mercato; scongiurare l'ipotesi di quartieri-dormitorio, spostando nei nuovi lotti edificati – o nelle zone recuperate - uffici e ministeri. Compito nostro sarà quello di limare alcune brutture contenute nella proposta dei discepoli evoliani impegnandoci, ad esempio, affinché le liste d'attesa siano aperte anche alle famiglie non tradizionali e ai cittadini immigrati.

È una sfida che possiamo vincere, basta avere coraggio, lo stesso di cui abbiamo bisogno per costruire la nuova sinistra. Io credo si possa fare.

Luca Sappino

17 comments

Anonimo 19 dicembre 2008 19:18

Ammiro il coraggio e l'intelligenza di chi con onestà intellettuale, non si ferma di fronte ad insulsi ed artificiosi steccati issati dall'opportunismo dei partiti.

Conoscendo Casapound credo che saranno prontissimi a tendere una mano e a collaborare insieme in questa battaglia di civiltà per il divenire del nostro popolo.

Anonimo 20 dicembre 2008 15:58

Conoscendo Casapound potrebbero decidere di candidarsi alle europee con Sinistra Democratica. Hanno leccato il culo finora a Forza Nuova, Azione Sociale, An, Forza Italia, La Destra, gli manca il salto dello steccato. D'altronde sono un movimento fatto di merchandising, vanno da chi offre di più. Caro Sappino confessa di aver bevuto troppo quel pomeriggio, non ci scandalizziamo mica. Viva i partigiani

Anonimo 20 dicembre 2008 18:25

Ah Sappino, ma che te sei rincojonito? mo vamo a braccetto co casapound...ma che credi che il tema casa se lo sono inventato loro? ma vai a studiare un pò di storia politica italiana, dagli anni 50 in poi e vedrai CHI ha elaborato questo concetto
vuoi lottare per la casa? benissimo
iniziamo NON chiamandolo mutuo sociale, e per favore dio mio mi sembra assurdo che te lo debba anche spiegare, ma lo farò come a un bambino di 5 anni, lassa perde casapound, non sai riconoscere più un fascista
ma poi, ma chi cazzo sei, a nome di chi parli? ma che te credi che chi ti ha votato è un lobotomizzato?
ma studia un pò cazzo, e fatti un esame di coscienza
se no cerca iannone e milita direttamente con lui, decerebrato

Anonimo 20 dicembre 2008 21:26

Caro anonimo del secondo post, non sono a conoscenza di queste esperienze eclettiche di Casapound.

Tuttavia saprai offrirci delle prove in merito. Da quel che so io Casapound è stata una esperienza di occupazione nata autonomamente che si è agganciata alla Fiamma Tricolore per qualche anno, poi si è trasformata in associazione staccandosi dai partiti.

Ma probablimente sei più informato di me e mi rimetto, alla documentazione che saprai fornire a questo blog.

Un saluto.

Anonimo 21 dicembre 2008 23:25

tiè sappì,
fatte un pò de curtura va

http://scipolmove.noblogs.org/post/2008/11/18/piazza-navona-dossier-i-burattini-del-potere

http://www.ultimenotizie.tv/notizie-di-cronaca/casa-pound-irrompe-in-rai-minacce-contro-chi-lha-visto.html

se a vent'anni fai così schifo, spero tu sia sterile

Anonimo 22 dicembre 2008 18:44

hazet 36 fascista dove sei
10 100 1000 ramelli

Anonimo 22 dicembre 2008 22:55

vorrei premettere, per chi non lo sapesse già, che sono un attento osservatore di cosa si muove a destra. e lo faccio in modo trasparente, parlando ed incontrando i più accesi sostenitori del mutuo sociale: casa pound italia.

sono convinto che l’idea del mutuo sociale di per sé sia più che accettabile e non ci trovo assolutamente nulla di male a sostenerla (non possiamo dire farla nostra, dato che la paternità è indscutibilmente di altri).
ma ritengo che su di essa vadano espresse delle riflessioni e che ad essa debbano essere affiancate altre importanti proposte.

parlare di emergenza abitativa, prima di tutto ci impone di riflettere se esista o meno una POLITICA DELL’ABITAZIONE in una conurbazione gigantesca come è roma. la risposta, in tutta evidenza, è che non esiste una politica abitativa dichiarata, discussa e negoziata, sulla quale si è potuto esprimere un dibattito e costruire un consenso. certamente, però, esiste una politica abitativa “non detta”, direi quasi occulta.
in ogni modo si è favorita l’espansione edilizia, costruendo irrazionalmente praticamente ovunque, sempre con i soliti vizi.
si sono spesi soldi pubblici per urbanizzare e per erogare servizi di varia natura, incoraggiando l’acqusito di immobili abitativi e assecondando la tendenza a possedere piuttosto che a fruire. a lasciare che i quartieri più vicini al centro diventassero sedi di rappresentanza di aziende ed enti nazionali ed internazionali o residence si lusso, preclusi al ceto medio e popolare, destinato ad andare ad abitare sempre più lontano dai luoghi di lavoro. insomma si è alimentato un sistema del tutto insostenibile che ha favorito la speculazione.

il mutuo sociale, a ben vedere, sebbene condivisibile, come dicevo, si inserisce in questa stessa logica: ovvero costruire nuove abitazioni su terreni demaniali o comunali (notoriamente periferici) e incoraggiare l’acquisto attraverso l’indebitamento (certamente in forme più sostenibili di oggi).

ed ecco che proprio su questo la NOSTRA sinistra dovrebbe essere capace di esprimere un’idea differente.

ad esempio:

1. promuovere la forma della locazione attraverso una politica fiscale molto aggressiva: piena deducibilità del costo dell’affitto per gli inquilini, esenzione fiscale progressiva per i proprietari che affittano a privati alle tariffe concordate fra i sindacati degli inquilini e dei proprietari. assegnazione di bonus fiscali progressivamente crescenti per studenti fuori sede, anziani, famiglie numerose, ecc.

2. calmierare il mercato degli affitti, mettendo a disposizione del mercato (con controlli severi su possibili truffe) edifici pubblici non utilizzati, consentendo agli inquilini di dedurre i lavori di manutenzione o di ottenere riduzioni del canone

3. riprendere la politica dell’edilizia popolare, sia “ripulendo” gli alloggi notoriamente occupati da chi non ha diritto, sia costruendo nuovi edifici, sia modificando la destinazione di quelli già esistenti non adibiti ad abitazione.

4. incoraggiare la creazione di “condomini solidali” nei quali si possano sviluppare forme di coabitazione e di vita in comune (co-housing, comunità intenzionali, servizi di palazzo, ecc.), grazie alle quali si possa intervenire anche su temi differenti, come l’assistenza ad anziani e disabili. questo tipo di soluzioni, oltre a far riprendere un aspetto umano alle città, hanno anche il grande pregio di sviluppare la solidarietà e il senso della vita e dei beni comuni, disegnando una prospettiva di lungo periodo sostenibile, umana e rispettosa del tessuto socio-urbanistico.

Insomma, ok al mutuo sociale, ma respiro anche a forme differenti di interpretare i bisogni delle persone e le possibili soluzioni, con creatività, intelligenze e attenzione anche al modo in cui la società si sviluppa.

guido allegrezza

Salvio 22 dicembre 2008 23:43

Sappino, dove vuoi costruire le case di grazia? Conosci aree che sono senza ombra di dubbio alcuna edificabili? O no?

Anonimo 23 dicembre 2008 00:41

Da troppo tempo ignoriamo la questione abitativa che ha assunto ormai dimensioni drammatiche sia a Roma sia in città più piccole, come Latina. È inaccettabile pensare che si possa pretendere un intero salario per l'affitto di appartamenti a malapena abitabili. Per molti miei coetanei riuscire ad abbandonare le mura familiari assume sempre più spesso il contorno di un sogno piuttosto che quella di un passaggio indispensabile e basilare della vita: questo aspetto, unito al precariato infestante impedisce ad una intera generazione "semplicemente" di realizzare i propri progetti lavorativi ed affettivi. Con l'aggravante di dover subire epiteti quali bambacioni.

Questo tema va assolutamente riportato come priorità nell'agenda politica della sinistra e strappato alle destre che, strumentalizzandolo, aumentano i fenomeni di intolleranza ed esclusione.

Il mutuo sociale può essere uno strumento efficace, va studiato e riportato in forme socialmente accettabili.
Accanto a questo occorre un progetto serio per arginare la speculazione sul patrimonio abitativo già esistente, per restituire da subito la possibilità di abitare a tutti.

Abitare è un diritto, non un lusso.
Abbiamo il coraggio di affermalo.

--
Marco Bega

Luca Sappino 23 dicembre 2008 00:46

caro Salvio,

in questi anni a Roma si sono trovati tanti ettari disponibili per le costruzioni di Toti e Caltagirone, interi quartieri ex novo e centri commerciali enormi, cattedrali nel deserto. Faccio una domanda: possibile che il terreno si trovi solo quando lo cerceno i privati?
Il piano regolatore di Roma prevede già alcune zone edificabili. Io dico: lì costruisca il pubblico non gli speculatori.

Luca

Luca Sappino 26 dicembre 2008 18:49

ovviamente non credo sia opportuno rispondere ad alcuni commenti un po' troppo "caldi" e offensivi, ma credo sia giusto cominciare a rispondere e dialogare con chi ha fatto alcune osservazioni.

premetto di non aver bevuto prima di scrivere questo post, né prima di aver scritto l'articolo qui discusso.

giuro invece di conoscere abbastanza bene il tema per poter dire quanto segue: è vero, verissimo, che l'idea del mutuo sociale, o provvedimenti simili con altri nomi e aspetto, non è riconducibile esclusivamente alla destra ed, anzi, il principio di base è quanto di più vicino agli ideali e alle teorie della sinistra più nobile.

Oltre alla teoria c'è però la pratica.

Non si può negare che, se da un lato "noi a sinistra" abbiamo immaginato un mondo con case per tutti e senza speculazioni, è anche vero che ben presto abbiamo abbandonato il tema e abbiamo permesso che il 'mattone' fosse solo di mercato e che l'edilizia pubblica, quella poca che riuscivamo a mettere in campo, solo tipo 'corviale'.

vorrei chiarire che, suggerendo (a titolo personale, caro anonimo. io firmo sempre i miei pensieri...) alla sinistra, riprendendo in mano la battaglia del diritto alla casa, di pescare l'idea del mutuo sociale targato iannone e migliorarlo, defascistizzarlo, evidentemente lungi da me approvare un movimento come quello di casa pound; un movimento di cui conosco bene le pratiche politiche e di cui conosco i modi e gli ideali; un movimento che bisogna criticare fortemente ma che andrebbe studiato bene. Casa Puond è un movimento con cui non ho nulla da spartire ma che proprio per questo osservo.

Riconosco i fascisti e li evito. Però li ascolto e cerco di capire quello che dicono. Sul mutuo sociale hanno ragione loro, il loro progetto va corretto e integrato con altre politiche, anche per l'affitto (ha ragione il compagno Allegrezza), ma si muove lungo la direttrice giusta.

Perchè negarlo?

Guido Allegrezza 27 dicembre 2008 01:19

perché negarlo? perché a molti mancano l'intelligenza e l'umiltà di scendere in strada e vedere quello che succede.
anche nella nostra cara e "pura" sinistra la pessima abitudine invalsa è quella di pensare alla composizione di un organo gerarchico piuttosto che alla sua funzione.
e si finisce per pensare che il mondo è quello di un palazzo o di una sala riunioni.

con leggerezza, faccio notare che la sede di casa pound italia a via napoleone III ai lati del portone ha un negozio cinese e uno thailandese... per ironia della sorte, sembra che i cinesi si divertano a "riscaldare" le auto dei loro ospiti...

m. 27 dicembre 2008 22:38

Caro Luca, riconosco nelle ultime righe dell'articolo la tua buona fede.
Cito: ”dimostrare praticamente la differenza tra 'noi' e 'loro'.” e “impegnandoci, ad esempio, affinché le liste d'attesa siano aperte anche alle famiglie non tradizionali e ai cittadini immigrati.”
Questo mi spinge a scriverti un commento molto articolato, che spero tu abbia la pazienza di leggere fino in fondo.

Sul diritto all'abitare, parli “una battaglia che non può più essere lasciata in mano” – e io, sempre presumendoti in buona fede, aggiungo la parola SOLAMENTE – “a collettivi e coordinamenti di cittadini, una battaglia che ha bisogno di un referente politico”
C'è un limite evidente: sembri liquidare in una riga tutta la storia e la galassia attuale dei
movimenti e delle organizzazioni per il diritto all'abitare, quelle con referenti politici e non (per scelta e – humor tragico – da molto piu' delle elezioni di aprile...). Quando poi parli di “noi a sinistra”, questa realtà sembri ignorarla completamente.

Per questo ti dico: GUARDA A SINISTRA.

Per metterla sul metaforico-pedonale: innanzitutto guarda a sinistra, e magari la prossima volta pensaci due volte prima di attraversare la strada!
La lotta per la casa la fa anche Iannone?!? Perché negarlo?!? Come no, il rauco di Zeta Zero Alfa un'anno fa era a Casalbertone insieme a una ventina di amici suoi camerati, a compiere l'aggressione ai compagni del Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa...e al di là dei vittimismi, è stato preso a mattonate in quell'occasione. In quel quartiere cerca ancora di far propaganda con la scusa della sede di “Padroni di casa”, un nome mica male per cercare di far proselitismi per Casa Pound nella Curva Sud giallorossa, da parte di uno che si era visto nei paraggi di uno stadio in passato solamente in occasione di una manifestazione lanciata dagli ultras della Lazio.

Mettitelo in testa: la lotta per la casa l'ha sempre fatta la sinistra! Se ritieni che partiti e rappresentanti istituzionali abbiano smesso di farla, affacciati ancora di più alla tua sinistra, guarda l'originale piuttosto che la brutta copia fascista. Dalle occupazioni degli anni '70 alle realtà di oggi (vedi per esempio a Roma le realtà più grandi come Action e Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa)...

Invece di recuperare meccanismi economici e finanziari dal dubbio funzionamento (che i fascisti non si sono certo inventati) e retoriche su affitto e proprietà, rifletti sulle tue/nostre radici culturali. Guardale e studiale, dal vivo e nella vasta letteratura in tema di lotta per la casa.
Guarda alla lotta di classe, guarda ai nuovi e vecchi poveri, ai nuovi e vecchi discriminati. Alle opposizioni di ieri e di oggi alla rendita e alla speculazione. Parla con chi e' stato manganellato sotto il Campidoglio il giorno dell'approvazione delle varianti al PRG, che sancirono regali vari di fine legislatura a tutti i costruttori. Fra questi, te lo anticipo, non troverai Casa Pound e Iannone.

Prima di parlare di assistenzialismo, ricordati quali sono state nella storia le forze politiche che hanno distorto in Italia il concetto di stato sociale (sì, parlo del partito ormai trasversale delle clientele, dei pacchi di pasta e dei voti di scambio).

Prima di parlare di nuovi quartieri di edilizia eco-sostenibile, pensa per un attimo alle occupazioni simboliche con cui da anni i movimenti di lotta per la casa – quelli formati da persone in carne ed ossa, italiani e migranti...quelli con pregiudiziali antifasciste, come sancisce il patto costituzionale – hanno dimostrato l'esistenza di edifici e complessi edilizi abbandonati dallo stato o lasciati vuoti per i giochi speculativi del mercato immobiliare.

Quando racconti delle rosse poltroncine dell'Ambra Iovinelli, dici “oggi la sinistra dovrebbe dimostrarsi unita su campo di battaglia, nelle strade, più che in un comodo teatro”. Sarà forse il caso, per chi aspira a prender parte alla politica istituzionale pensandola però non solo in chiave di rappresentanza (come traspare dal nome di questo blog) di andare tra la gente, di ascoltare ciò che dice chi sta già sul campo, ovvero i partecipanti ai vari percorsi di lotta esistenti sul territorio? Sarà il caso di recuperare una visione globale, di tornare a progettare il futuro ricercando una vera alternativa al sistema e allo stato di cose esistente, prospettiva la cui assenza odierna sta decretando la scomparsa della sinistra dalla scena politica (se non altro dalla sfera istituzionale e rappresentativa).

Detto questo, senza soffermarsi sulla definizione avversario politico (la costituzione parla chiaro...), non penso si possa parlare di lungimiranza da parte dei fascisti.

C'è chi ti ha consigliato il dossier “Burattini del Potere” (http://www.tmcrew.org/antifa). Anche lì si evidenzia la ripresa strumentale da parte di Blocco Studentesco (emanazione di Casa Pound) e da parte dell'estrema destra nella storia, delle battaglie e delle rivendicazioni studentesche per veicolare i loro contenuti fascisti. Con la scusa della convergenza degli estremi opposti contro il nemico comune (vd. i loro profeti di Terza Posizione), cercano di provocare la spaccatura dei movimenti (vd. Piazza Navona 29-10-2008), assolvendo alle funzioni reazionarie originarie del fascismo (since 1919).
Funzioni reazionarie in passato finanziate da generose donazioni da parte di servizi segreti, industriali e nobiltà varia (ha senso chiedersi a che pro?). Gli industriali continuano ancora oggi a elargire cospicuamente (vero Briatore?). Sono questi i soldi che permettono, ad esempio, alla faccia di Iannone di essere visibile su tutti i cassonetti dei rifiuti di Roma in periodo elettorale. Guardando i siparietti di piazza Navona fra fascisti e polizia (ti rimando sempre al video Burattini del Potere, nonché ad AnnoZero), viene qualche sospetto anche per quanto riguarda il ruolo dello Stato (nelle vesti del Governo in questo caso).

Con la lotta per la casa fanno lo stesso (vecchio) gioco attuato all'università. Veicolano i loro contenuti strumentalizzando legittime lotte sociali. Perché negare la loro presenza su questo campo? Ti rigiro la domanda: perché evidenziarlo? Perché dar loro tutta questa importanza, come se non bastasse il loro riaffacciarsi fuori dalle fogne negli ultimi tempi, grazie alla cultura degli “opposti estremismi” propugnata dall'ex sindaco Veltroni (che ha regalato dopo 60 anni ai fascisti legittimità politica e sedi varie, vedi Foro753...).
Tutta questa visibilità viene data a questi personaggi proprio mentre il governo attuale (nazionale e cittadino) delle destre promette per il futuro una sempre maggiore fascistizzazione della società.
Ne abbiamo avuto un esempio con la campagna elettorale all'insegna della “sicurezza”, parola d'ordine per permettere la persecuzione di rom, migranti, lavavetri, graffitari, tossicodipendenti e diversi in generale (mentre parallelamente si punta a ridisegnare una giustizia al servizio dei potenti come Licio Gelli insegna). Campagna che ha provocato il serpeggiare di un clima razzista che ha portato a fatti di cronaca inquietanti, che seguono alle centinaia di aggressioni fasciste registrate negli ultimi anni (vedi http://www.ecn.org/antifa) ed all'opprimente presenza di polizia e militari sparsi per la città.

A Roma vengono sgomberati insediamenti abusivi e occupazioni abitative senza neanche chiedersi che fine faranno persone e famiglie sfollate. Alemanno prevede nel prossimo futuro la creazione di campi rom totalmente videosorvegliati e con la presenza di posti di polizia, sulla falsa riga dei cpt – concepiti anch'essi per persone il cui unico reato è la presenza fisica, l'esistere, sul territorio italiano – e altri luoghi extraterritoriali caratterizzati dalla violazione
sistematica dei diritti umani (Abu Ghraib, Guantanamo, rendition flights, ecc.).

La fascistizzazione è anche culturale, attraverso il revisionismo ormai non più strisciante, ma dilagante (vedi l'operazione foibe caldeggiata dai reduci dell'MSI ed eredi di Salò ora al governo), con la complicità di giornalisti in cerca di notorietà quali l'autoproclamatosi di sinistra Giampaolo Pansa (che presenta i suoi libri a RadioBandieraNera).

Potrei andare avanti ancora per molto, ma il succo è questo: caro Luca, non contribuire anche tu a dare legittimità e visibilità politica a questi fascisti, lascia stare il mutuo sociale e soprattutto guarda a sinistra. Spero che tu possa così rileggere criticamente il tuo intervento e capire anche la reazione rabbiosa di alcuni compagni (gli insulti per capirci), come spero che loro capiscano che non tutto va dato per scontato.
Ciao, M.

Luca Sappino 28 dicembre 2008 19:27

caro M.

premtto: la sinistra la guardo sempre, è ovviamente il mio punto di riferimento. Io sono di sinistra, spudoratamente di sinistra.

Conosco bene Action, Andrea Alzetta e il movimento per la casa. Nel dire “una battaglia che non può più essere lasciata in mano a collettivi e coordinamenti di cittadini, una battaglia che ha bisogno di un referente politico”, riconoscendo il mio evidente limite retorico, intendevo ovviamente - come tu giustamente mi suggerisci - che quella della casa è una battaglia da non lasciare più solamente ai colletti e co., perché oggi serve qualcosa in più: serve qualcosa (a questo servono i partiti) che faccia sintesi e si proponga di risolvere un problema alla radice. conoscendo le occupazioni che fanno fortunatamente i movimenti riconducibili alla sinistra (il palazzo ex-inpdap di Porta Pia è nel II municipio) posso dire che quel modo di agire, seppur necessario, non basta. bisogna formulare e condurre una battaglia che miri a risolvere in maniera definitiva l'emergenza.

So benissimo che c'è una parte di sinistra che per la casa non ha mai smesso di lottare. Dico però che alla sinistra è mancata una omogeneità e una chirezza dell'azione. Diciamo che la sinistra è più confusa, manca di progetto e soprattutto di capacità comunicativa.
Per questo nell'articolo dico che dobbiamo discutere bene tra di noi (io dico partendo dalla proposta del mutuo sociale) e tirare fuori qualcosa di nostro, che risponda ovviamente a quelli che sono i nostri (anche miei quindi) ideali, ideali di sinistra. Nell'articolo chiedo di entrare in azione tutti (o comunque chi vuole starci) concentrati su una richiesta chiara. Andiamo pure avanti con le occupazioni, con le manifestazioni contro piani regolatori selvaggi. Dobbiamo però riuscire anche ad impostare un progetto più a lungo termine. Qualcosa di più duraturo di un'occupazione, qualcosa di più sicuro di una tendopoli, qualcosa che sia anche più facile da comunicare a da spiegare a chi vede nelle occupazioni e nelle baracche un fastidio.

buone feste, Luca


Un ultima cosa: non credo spetti a me legittimare la destra di casa pound, tantomeno spetta me darle visibilità. Il problema è che casa puond et similia (con i mezzi e gli aiuti che vuoi e che riconsco) hanno già tutta la visibilità che vogliono, più di quella di cui avrebbero anche bisogno se possibile. Fosse questo il nostro problema?

Anonimo 28 dicembre 2008 19:32

Sono d'accordo con questa proposta: la lotta per la casa e per i bisogni primari e il superamento degli steccati (fermo restando che il fascismo è una merda) devono essere la base della nuova sinistra. c

Anonimo 30 dicembre 2008 00:01

Non avevo notato questa conversazione, e ho quasi timore a dire quel che penso, ma non trovo la proposta del mutuo sociale così idiota come viene qui descritta: sono semplicemente case riscattabili il cui affitto non può superare una certa soglia rispetto al reddito familiare.
Se la cosa sia realizzabile o meno io non lo so, specie con i prezzi che sono indicati nella proposta, ma siccome credo fermamente che la casa sia un diritto e non un privilegio, non la trovo un' idea così balorda. E se è balorda si può cambiare.

Che i fascisti usino questa proposta per fare propaganda è ovvio, ma non ci vedo nemmeno niente di male, perchè noi non facciamo mai propaganda?
Se non vogliamo lasciargli campo libero dovremmo farci noi promotori di una politica seria sulle case (il PS olandese si adopera nelle occupazioni), e se non ci piace questa dovremmo scriverne una nostra, ma qualcosa dovremmo fare.

Detto questo aggiungo che siccome sto cercando urgentemente lavoro, dato che il mutuo a tasso variabile di casa è salito vertiginosamente ma non accenna a scendere nonostante il crollo delle borse, se con la mia famiglia dovessi arrivare a non riuscire proprio più a pagarlo e venissi pignorato, vi giuro che il colore, rosso o nero, della nuova casa sarebbe proprio l'ultima delle mie preoccupazioni.

anti.

Anonimo 04 gennaio 2009 18:20

Caro Luca,
ho letto sul sito di SD la tua proposta di un sì al "mutuo sociale" per risolvere il problema casa.
Non voglio entrare nel merito della proposta
(anche se la soluzione del problema mi sta a cuore, molto, e, credo, sia un impegno di "sinistra").
Mi interessa, al contrario, proprio il tuo discorso teorico. Sì teorico.
Quando tu scrivi: "La sinistra oggi ha bisogno di dar prova di sé e di smentire chi la taccia di essere ormai lontana dal Paese, di conoscerne sì le istanze e i bisogni, ma di non saperli raccogliere, tramutarli in obiettivi concreti e sfide da vincere....La vera prova di forza, per dimostrare che di noi c'è ancora bisogno, non credo sia nel raccogliere idee, quanto nel trovare soluzioni, affrontare e vincere una sfida enorme, difficile e che rappresenti un nodo centrale nella vita delle persone", in realtà, per quanto a te non sembri, esprimi una teoria forte della politica: la politica al servizio della persona.
Eppure è necessario approfondire il discorso. Non si tratta solo di risolvere un problema e basta. Si tratta di capire perché è necessario risolvere "quel problema". Insomma, ogni proposta concreta deve sempre essere inserita in un quadro teorico generale, anche, se vuoi, per distinguere destra e sinistra. Perché ogni proposta concreta, il più delle volte, di per sè, non è di destra o di sinistra, ma diventa di destra o di sinistra solo se risponde a determinati metodi/obiettivi.
Ora, a mio avviso, per affrontare e vincere un qualsiasi nodo centrale nella vita delle persone, bisogna avere, a sinistra, un orizzonte di riferimento teorico saldo, condiviso, forte, all'interno del quale inserire qualsiasi proposta.
Per quanto mi riguarda, potrei dire di essere favorevole a ogni forma di intervento politico solo se è a servizio/tutela della dignità della persona; ma, capisco, questa è solo un'idea, o forse un desiderio, da calare nel reale, e di questo tu sembri essere preoccupato.
Tuttavia, per superare le "idee", a volte solo personali, proporrei a te, persona di sinistra, di inserire le tue proposte, al di là della provenienza, dentro questa solida cornice/visione politico-etico-giuridica, fondamentalmente costituita da due "carte" (in attesa del "socialismo nuovo d'Europa"!): 1. la nostra carta costituzionale; 2. la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo.
E questo soprattutto per scegliere anche da che "parte" stare.
Leggiamo insieme sia l'art. 1 della Dichiarazione sia l'art. 3 della nostra Costituzione.
Se l'art.1 della Dichiarazione riconosce, per la prima volta, a tutti gli esseri umani "dignità di persona" (Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti...) con le conseguenti azioni d'obbligo a tutela di quella dignità proclamata, l'art. 3 della Costituzione chiarisce con sicurezza qual è il compito della nostra Repubblica (...È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese).
Sono sufficienti questi due semplici riferimenti etico-giuridici, di larghissima condivisione, per chiedere, da sinistra, tutto quanto è necessario per costituire la "dignità della persona" e il suo "pieno sviluppo".
E allora tutte le battaglie per il lavoro, la casa, l'istruzione e la salute diventano una ragion d'essere della sinistra.
E allora diventa forte la proposta del diritto alla casa attraverso il "mutuo sociale", perché s'abbina ad altre proposte, ad esempio, a quelle per
l'eliminazione del lavoro precario senza termine, la riduzione dell'orario di lavoro, la sicurezza del lavoro, l'estensione del diritto allo studio (più risorse umane e materiali nella scuola per la "promozione" di tutte le persone in età di apprendimento fino ai 18 anni), la riduzione del divario economico tra ricchi e poveri (attraverso una riforma fiscale per un'equa redistribuzione della ricchezza), la diffusione omogenea sul territorio di servizi di qualità, il controllo e la tutela dell'ambiente, l'estensione delle libertà in trasparenza e legalità.
Scusami se ti ho rubato un po' del tempo, ma almeno ora posso dire di essere favorevole alla tua proposta di "mutuo sociale", e voglio sostenere, perché persona di sinistra, questa "campagna di civiltà".

Buon lavoro
Severo Laleo