SALVIAMO LA SCUOLA
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“La scuola è aperta a tutti.
L’istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita. I capaci e imeritevoli,
anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
(dall’ art. 34 della Costituzione)
L’istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita. I capaci e imeritevoli,
anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.
(dall’ art. 34 della Costituzione)
Fermiamo la distruzione della scuola pubblica.
La scuola italiana riapre le porte. Le riapre in una situazione difficilissima: Berlusconi e il Centrodestra stanno mettendo in atto l’attacco decisivo alla loro grande nemica, l’istruzione pubblica.
Senza una discussione in Parlamento, senza un confronto con la scuola, la ministra Gelmini impone un ritorno al passato per decreto legge. Reintroduce il voto di condotta ovunque, i numeri dove da tempo si usavano i giudizi, il maestro unico nella scuola elementare. Sì, la restaurazione inizia proprio nella scuola che meglio funziona in Italia. Tornare al maestro unico, ridurre l’orario scolastico significa cancellare esperienze importanti e qualificate; significa limitare il diritto di bambine e bambini a imparare meglio e a consolidare dai sei ai dieci anni quelle competenze di base che possono permettere di affrontare meglio ogni successivo apprendimento. Significa eliminare il tempo pieno e tornare al doposcuola degli anni cinquanta. Qualcuno lo spieghi alla ministra: col maestro unico non si fa il tempo pieno.Ridurre il numero degli insegnanti è l’ossessione di questo governo. Classi più affollate, riduzione degli istituti scolastici sono davvero la ricetta per migliorare e qualificare la scuola? Il commissario europeo Figel ha dichiarato che è necessario aumentare gli investimenti nella scuola italiana. E invece il governo taglia brutalmente le risorse finanziarie e umane. Per fare cassa avremo meno insegnanti di sostegno, meno mediatori culturali che possano permettere una reale integrazione dei bambini stranieri. Tutto questo peserà sulle famiglie, costrette a pagarsi servizi (i trasporti quando saranno soppresse le scuole dei piccoli comuni, addirittura l’assistenza ai bambini con disabilità, le attività pomeridiane, ecc.), sulle donne che dovranno conciliare la riduzione di orario scolastico con il loro lavoro. Mette paura la brutale indifferenza con cui il governo si confronta con questi problemi :vuole risparmiare e se bambini e ragazzi saranno un po’ più ignoranti ci pensino famiglie e privati a risolvere i problemi.
Ma la scuola italiana non ci sta. I dibattiti sulla scuola cominciano ad essere affollati come non si vedeva da tempo. Si stanno moltiplicando iniziative di protesta in tutta Italia. Anche Sinistra Democratica vuole lanciare una campagna di informazione e mobilitazione contro queste misure ciniche e sbagliate. Organizzeremo dei volantinaggi davanti alle scuole o banchetti in piazza, insieme ad associazioni di genitori, ad altre forze politiche. A Roma (ma sicuramente in tante altre città ) ci sarà l’occupazione simbolica di una scuola. Dobbiamo esserci e dobbiamo sollecitare e sviluppare iniziative analoghe dovunque possibile..

Comunicateci le iniziative di mobilitazione a: info@sinistra-democratica.it
Per vedere, stampare e diffondere il volantino della campagna vai su: http://www.sinistra-democratica.it/files/volantino%20scuola%20SD.pdf





2 comments
si però andateci davanti alle scuole altrimenti non vi vede nessuno e poi perdiamo le elezioni da qui all'eternitaò..
Serve una mano con i volantini?
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