Strade verdi, traffico e smog.

4 comments
Carissimi, tanto per ricomiciare con il piede giusto dopo la calda pausa estiva, vi sottongo un articolo pubblicato nella cronaca romana del Corriere della Sera. Leggendo torvere un PdL che lavora per migliorare il trasporto pubblico favorendo il traffico privato, si propone di salvare i residenti dallo smog riconvogliando il traffico su un'unica arteria e si impegna a salvare i commercianti (non sia mai che non si venda per colpa dei prezzi folli!) sdoganando pubblicamente le seconde file. Il nesso tra il fine e il mezzo non è molto chiaro. Ho il fondato timore che su questo dovremo chiedere spiegazioni e far sentire la nostra voce.

4 comments

federico rocchi 24 agosto 2008 04:25

Beh, diciamo che si potrebbe evitare la doppia fila e costringere i consumisti spendaccioni a usare il mitico parcheggio di via tripoli... Dal punto di vista tecnico e molecolare non credo che passare per la via laterale o per la via principale faccia molta differenza. Dal punto di ascolto, infine, basta utilizzare l'asfalto drenante e fonoassorbente come si è fatto in via Po qualche anno addietro e dove la situazione è drasticamente cambiata.
Insomma, credo che a nessuno piaccia avere una strada molto trafficata sotto casa sua, ma se deve diventare un principio allora che lo sia per tutti: non resta che rinunciare alle macchine dalle otto del mattino alle otto di sera. Per me non c'è problema, io vado in bici.

Claudio Renato Fantone 25 agosto 2008 10:35

Caro Luca,
ho sempre ritenuto la 'strada verde' di viale Libia una ignobile farsa. E' come se sotto il recinto di un cammello allo zoo ci mettessimo un cartello con scritto 'elefante'.
Saper leggere la città è stato sempre un compito difficile per la maggior parte dei politici di professione, i quali non riescono a vedere le dinamiche urbane nel loro complesso. Penso che un aborigeno dell'Australia, vedendo 2 strade conseguenti e poi un ponte (quello delle valli) che porta ad un altro quartiere, si sarebbe chiesto: come mai questi abitanti, invece di andare dritti, fanno un giro così tortuoso per raggiungere il ponte ?
Dobbiamo imparare a ragionare da cittadini e non da 'tifosi' di un partito. Se ci sforziamo di ricordare, ben riconosciamo che susseguentemente alla chiusura delle 2 strade in questione si sono inevitabilmente congestionate, nelle ore di punta in particolare, via Tripolitania, Viale Etiopia, Via Nomentana e via Nemorense, con conseguente aggravio dell'inquinamento! Una visione sistemica ci aiuterebbe a proporre invece che venga attuato il carico e scarico delle merci entro le 8 di mattina, e il controllo della polizia municipale per eliminare la cattiva abitudine delle auto in doppia fila - a proposito perchè in tutti questi anni questa abitudine è stazionaria in un tratto di viale Eritrea ? Invece di prendercela sempre con le istituzioni, perché non incominciamo a intervenire sui nostri costumi e consumi, come ammonisce l'amico Federico ?

Claudio Renato Fantone
25 agosto 2008

Luca Sappino 26 agosto 2008 02:00

prova a dare una prima risposta, ad esprimere il mio basilare pensiero.
sono anche io sicuro e convinto che il vero fine debba essere quello di rivoluzionare i nostri usi e le nostre pigre abitudini, sradicare quella convinzione che rende la macchina e il trasporto privato non un vezzo tutt'altro che scontato, ma un 'diritto'. e proprio secondo questo proposito, anche se bisogna ammettere che per imparare a lasciare la macchina a casa si deve essere messi nella condizione di poterlo fare, non si può evitare di difendere ogni centimetro di strada strappato al traffico privato, alle macchine in doppia fila e non si può quindi rivendicare il valore di una strada, o un pezzo di essa, dedicata esclusivamente ai mezzi pubblici. Il progetto stradeverdi era sicuramente incompleto e impreciso, ma non per questo si può tornare indietro e allontanarsi ancora di più dalla meta.

claudio renato fantone 26 agosto 2008 10:44

Chiediamoci allora: cosa è una strada verde? E' una strada dove passano autobus inquinanti ? E' una strada con molte alberature lungo i marciapiedi? (sono quasi certo che, dopo i lavori della metropolitana, i begli alberi della spina centrale che peraltro ombreggiavano più la sosta delle auto che il passeggio dei cittadini, difficilmente ci saranno ancora, sostituiti da alberelli). Chiamare 'strada verde' una strada simile è come credersi rispettosi e amanti della natura dipingenbdo di verde le panchine dei parchi.
Una strada non è un pezzo di città, è una relazione con la città, degli abitanti e fra gli abitanti e con l'ambiente.