Se anche per la sinistra l’immigrazione è solo un problema di sicurezza.

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Se anche la sinistra, quella della società civile, quella dei valori della gente, e non solo quella all’acqua di rose del parlamentare PD, dovesse scegliere di continuare ad affrontare il "nodo immigrazione" con la terminologia imposta della destra becera e populista, che parla impropriamente di generica “sicurezza”, le conseguenze sarebbero tragiche, improbabile sarebbe una risoluzione del problema e lontano un ritorno al governo del paese.
La “sicurezza” riguarda i criminali e nulla, o quasi, c’entra con la problematica dell’immigrazione, dell’accoglienza e dell’integrazione degli stranieri. Non è una questione di “sicurezza” gestire il profondo e inevitabile mutamento dell’assetto sociale, demografico e culturale che sta interessando non solo l’Italia ma tutto l’Occidente. Un processo di mutamento vecchio come il mondo, antico come le ingiustizie e gli squilibri. Su una terra dove (studio Nazioni Unite) l’1 % della popolazione mondiale adulta possiede da solo il 40% della ricchezza mondiale, e dove il 50% più povero della popolazione adulta dispone dell’1% della ricchezza, diventa un diritto inalienabile andare a cercare fortuna (o semplicemente meno sfortuna!) ovunque ce ne sia la possibilità.
La sinistra deve riprendere in mano la discussione e cominciare a imporre i propri termini.

Non è una questione di “sicurezza” quella che il nostro paese – come altri – deve affrontare, è una questione di “giustizia sociale”, di “diritti negati” e semmai, infine, di “integrazione”.

Che speranza può avere di convincere gli elettori una sinistra che non è più neanche capace di argomentare una questione con termini “propri” senza rincorrere la destra?
Una sinistra che si fa pallida imitazione dell’avversario non potrà mai risultare credibile e non potrà mai concorrere alla soluzione di qualsivoglia questione.

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indierocker 03 giugno 2008 00:21

purtroppo questa sinistra che rincorre la destra è destinata a perdere per i prossimi vent'anni (tanti ne campera' ancora berlusconi)... (riguardo alla sinistra pd, parole simile alle tue sul mio ultimo post... ma io non sono ottimista nemmeno sulla sa, visto che vendola e ferrero gia' si sparano!)

Luca Sappino 03 giugno 2008 10:39

vendola e ferrero si sparano, ma fortunatamente la sinistra italiana non è solo composta dai dirigenti di Rifondazione.

tanti sono i militanti e tante le identità, e molte di queste sono ben più avanti delle teste dei partiti.

SA è un progetto finito - in questa sua forma - ma è un buon punto di partenza, un buon esperimento.

è chiaro che il processo unitario non si può rimandare. sa ci ha però insegnato che un'unità senza identità non serve a nulla.

ora serve coraggio e lavoro duro,
Luca