E ditelo a Ichino.

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I giovani democratici di Modena ha sfornato un manifesto con grafica e piglio degni dell'anniversario della rivoluzione d'ottobre. Ora però c'è il problema di dirlo a Ichino. O a Letta. O a Veltroni. E pure a Bersani. Insomma, a quelli che anche loro hanno eletto e che, nonostante il manifesto e le celebrazioni della rivoluzione, l'articolo 18 lo toccheranno eccome.

Berlusconi è una pippa. Era così semplice.

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Quindi, se ho capito bene, dove non era riuscito Berlusconi è riuscito un governo sostenuto dal Partito Democratico. E tutto perché, molto semplicemente, per fare quello che tutti volevano fare ma che solo Berlusconi aveva il coraggio di rivendicare, bastava dire che il contratto a tempo indeterminato rimarrà quello prevalente, solo che non sarà più "rigido", perché insomma non saranno smantellate le tutele ma - ovviamente senza ideologia - s'è trovato il modo di renderlo meno blindato.
In fondo era semplice. E' Berlusconi che era proprio una pippa.

IL SUPER HUB DI VILLA BORGHESE (e #salvaiciclisti)

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Oggi il consiglio del II municipio, in evidente ritardo e solo grazie a precisa richiesta dell'opposizione, ha affrontato il dibattito sul nascituro HUB di Villa Borghese, il maxi parcheggio progettato da Alemanno che somiglia tanto ad un maxi centro commerciale: duemila posti auto, qualche parcheggio per pullman e 360 box, a fronte di 15.500 mq di negozi.
In aula ho presentato, insieme ai capogruppo di PD, API e IDV, il seguente ordine del giorno, tendenzialmente contrario all'opera ma comunque centrato su alcune specifiche modifiche.

ORDINE DEL GIORNO


Considerati gli interventi di ristrutturazione dell’attuale parcheggio interrato situato al di sotto dell’area del Galoppatoio di Villa Borghese, riuniti nel progetto denominato, e presentato alla stampa dal Sindato di Roma, «nuovo HUB della mobilità»;

che il progetto, realizzato in project financing con concessione per 54 anni, prevede la collocazione nella struttura del capolinea degli autobus pubblici elettrici in servizio nel centro storico con deposito per 125 mezzi, stalli e servizi per 81 pullman turistici, l’ampliamento del parcheggio per i mezzi privati per una capacità complessiva di circa 2.000 posti auto e 200 posti moto, i collegamenti meccanizzati con via Veneto, piazza di Spagna e piazza del Popolo, nonché 360 box da cedere in diritto di superficie per 90 anni, 15.500 mq di spazi commerciali e 1.300 mq di terziario e uffici;
che nel progetto viene annunciata la pubblicazione del bando entro aprile 2012 e l’inizio dei lavori entro giugno 2013;
IL CONSIGLIO DEL II MUNICIPIO
ESPRIME

perplessità rispetto all’entità dei box privati, della superficie commerciale e di quella destinata al terziario, all’effettiva coerenza di tale intervento rispetto alla solo annunciata pedonalizzazione del centro storico, all’effettiva utilità di così importanti interventi rispetto ad una struttura già ampia e fortemente sottoutilizzata e alle ricadute sulla mobilità generale;
ritenendo altresì necessario l’ampliamento dell’area di sosta destinata ai pullman turistici, con l’obiettivo di concentrare lì tutta la sosta, sollevando il centro storico dalla presenza di pullman turistici, gran turismo, sightseeing e navette

E IMPEGNA IL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO

a rappresentare al Sindaco le perplessità qui espresse ed ad attivarsi quindi per un ridimensionamento del progetto - soprattutto per le quote di superficie commerciale e terziaria -, per una diversa distribuzione delle aree di sosta e per una effettiva ricaduta favorevole su relative pedonalizzazioni e sullo sviluppo di una mobilità integrata.

Poi però, consapevoli di quanto la maggioranza sia lanciata sul progetto, con API e IDV, ho predisposto e presentato anche questo ordine del giorno che, evitando di entrare in polemica sull'opera (e quindi guadagnando maggiori possibilità di approvazione), propone di integrare il progetto con alcune scelte "ciclabili". Anche se di nessuno dei due, essendo caduto il numero legale, posso riferirvi il destino, vi lascio anche questo.
La discussione riprenderà giovedì alle 10. Se siete interessati, siete i benvenuti.


ORDINE DEL GIORNO


Considerati gli interventi di ristrutturazione dell’attuale parcheggio interrato situato al di sotto dell’area del Galoppatoio di Villa Borghese, riuniti nel progetto denominato, e presentato alla stampa dal Sindato di Roma, «nuovo HUB della mobilità»;

che il progetto, realizzato in project financing con concessione per 54 anni, prevede la collocazione nella struttura del capolinea degli autobus pubblici elettrici in servizio nel centro storico con deposito per 125 mezzi, stalli e servizi per 81 pullman turistici, l’ampliamento del parcheggio per i mezzi privati per una capacità complessiva di circa 2.000 posti auto e 200 posti moto, i collegamenti meccanizzati con via Veneto, piazza di Spagna e piazza del Popolo, nonché 360 box da cedere in diritto di superficie per 90 anni, 15.500 mq di spazi commerciali e 1.300 mq di terziario e uffici;
che nel progetto viene annunciata la pubblicazione del bando entro aprile 2012 e l’inizio dei lavori entro giugno 2013;
osservato che risulta assente nel progetto ogni integrazione della mobilità ciclabile, nonostante il sindaco Alemanno abbia recentemente assunto pubblici impegni per il sostegno alla ciclabilità urbana e, in particolare, alla campagna “Salva i ciclisti”;
che una delle ragioni che allontanano i cittadini dalla scelta della mobilità ciclabile, oltre alla sicurezza stradale e alla loro incolumità, è l’incolumità del mezzo durante la sosta, con i frequenti furti e danneggiamenti, nonché la difficoltà di trovare punti utili all’automanutenzione e a piccoli interventi di riparazione;
che, per quanto riguarda invece la diffusione delle biciclette elettriche, è impedimento la difficoltà di reperire punti di carica;
IL CONSIGLIO DEL II MUNICIPIO
IMPEGNA IL PRESIDENTE DEL MUNICIPIO

ad intervenire presso il sindaco e gli uffici competenti affinché siano integrate nel progetto definitivo alcune postazioni di sosta per biciclette, alcune postazioni di sosta con la possibilità di caricare le biciclette elettriche a pedalata assistita e l’istallazione di punti attrezzati per l’autoriparazione e piccoli interventi di manutenzione, con gli attrezzi più comuni e un distributore di camere d’aria.

I sospetti sul consultorio di via Salaria.

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Nel II municipio - come altrove - c'è carenza di consultori familiari (drammatica rispetto ai limiti imposti dalla legge). Ne abbiamo solo due, entrambi in sofferenza. Uno, molto sacrificato, al primo piano di un ripido palazzetto in via Salaria, avrebbe avuto la possibilità di crescere, allargandosi nei locali al livello stradale, dove c'era un ex centro anziani, per fare così un reparto screening e una sala per i corsi preparto. Inutile che vi dica quanto è importante per un consultorio familiare l'esser accessibile senza ripide scale, l'esser visibile. Però, appunto, "avrebbe", purtroppo. Perché quel locale - l'unico dei locali dello stabile al piano strada, e quindi idonei alla destinazione commerciale, scampato alla privatizzazione - di cui il Consiglio aveva auspicato l'assegnazione al consultorio (che si era detto disponibile a riqualificarlo), è stato occupato da un privato cittadino, non si capisce a che titolo, con colpevole silenzio del comune di Roma, che non difende un suo bene, un nostro bene, un bene comune. E dico colpevole perché, se a pensar male si fa peccato, spesso ci si prende, e il dubbio espresso da molti è che l'occupazione - fatta da un signore con due svastiche tatuate sulle spalle - sia un modo per bloccare l'espansione del consultorio, mantenendo viva e anzi avvicinando l'ipotesi di alienazione del bene, a scopi commerciali, creando così uno spazio unico con gli altri locali già ceduti nel 2005 quando lo Stato cedette il primo piano e l'ex centro anziani al Comune, e gli altri spazi ad un'immobiliare.
Oggi, dopo vari passaggi istituzionali, tra cui un consiglio di qualche mese fa e una commissione trasparenza (alla quale io purtroppo non ho partecipato, per questo motivo), la vicenda è tornata in aula. La discussione si è svolta tutta con i banchi della maggioranza in questo stato: pressoché vuoti. Tanto vuoti da rafforzare il dubbio. Tanto dubbio da diventare un sospetto.



Sul consultorio di Via Salaria e il funzionamento del Municipio.

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Fotografo e pubblico qui uno scambio avuto su Fb con Marina Nezi, cittadina del II municipio, cordialmente indispettita per la mia assenza all'ultima commissione trasparenza, convocata per guardare con cura le carte relative all'occupazione abusiva di un locale comunale di via Salaria, proprio sotto il consultorio familiare, che a questo era invece stato destinato.
Pubblico perché, pur essendo io dispiaciuto ed effettivamente in fallo, credo possa esser utile ad interrogarci sul buco democratico rappresentato dall'attuale organizzazione dei municipi, sugli spechi di un decentramento pensato per la partecipazione solo di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato (soprattutto del pubblico, o di un privato spesso compiacente) e dei pensionati.
Stiamo discutendo di "Roma Capitale": questo può essere uno spunto.


Le infinite verginità di Fini & co.

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Siccome a Gianfranco Fini e agli amici suoi già abbiamo inspiegabilmente concesso una seconda verginità politica, al costo di qualche foto con la kippah sul capo chino; siccome ora che hanno cambiato nome al partito, Gianfranco Fini e gli amici suoi, fanno quelli moderni e liberali, e siccome due degli amici suoi, Flavia Perina e Fabio Granata, hanno sintetizzato il rinnovato profilo politico in un'incerta esibizione canora, vorrei, ripercorrendo alcune delle frasi dell'esibizione, evitare che le verginità concesse a Gianfranco Fini e agli amici suoi fossero tre, doppiando l'inspiegabile miracolo.




C'è in Italia un po' di gente, gente giovane che cominciano già a conoscersi, a contarsi, che non si sente pronta a far da fedelissima a nessuno.

Lo dice Flavia Perina, una che di fedeltà certo se ne intende. Sono infatti una trentina i voti di fiducia espressi solo nei primi due anni al quarto governo Berlusconi, tra cui quello sul decreto fiscale del giugno 2008 (quello dell'abolizione dell'ICI sulla prima casa), sul decreto Alitalia, sul mille proroghe, sugli incentivi (e sulle quote latte) e, ovviamente, sullo Scudo Fiscale. 29 sono invece stati i voti di fiducia accordati nei tre anni e dieci mesi del secondo governo Berlusconi, e 21 nei nove mesi di vita del terzo governo Berlusconi.
C'è gente che dice che l'Italia può essere bellissima. Anzi sarà bellissima perché Giovanardi non esiste, ed eravamo su "Scherzi a parte"

Peccato solo che, pur non esistendo, Giovanardi dei succitati governi fosse autorevole esponente, beneficiario quindi degli innumerevoli voti di fiducia. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio dal 2008 al 2011, e prima ministro per i rapporti con il parlamento (2001-2006). E peccato poi che, sempre pur non esistendo, Giovanardi prima di diventare uno scath di "Scherzi a parte" sia riuscito a firmare, proprio insieme a Fini, la celeberrima Fini-Giovanardi, quella legge sulle droghe che equipara la cannabis alla cocaina, così brutta da dover esser nascosta nel mezzo del decreto sulla sicurezza per le olimpiadi invernali di Torino. 


Sarà bellissima perché l'unico Porta a Porta sarà quello dei venditori di aspirapolvere


Già, Porta a Porta, la Rai. Vale la pena sintetizzare l'opera dei governi Berlusconi sulla televisione pubblica nel nome di una donna, Deborah Bergamini. Ora deputata del PDL, sospesa dagli incarichi in Rai perché coinvolta nelle indagini sulla "Struttura Delta", è accusata dalla procura di Milano di aver, come Direttore Marketing della Rai, concordato in maniera occulta i palinsesti con la diretta concorrente, Mediaset, favorendo quest'ultima, proprietà della famiglia Berlusconi. Memorabili solo le intercettazioni dell'inchiesta da cui, ad esempio, si intuisce che la Bergamini determinasse le infografiche da mandare in onda al TG1 e a Porta a Porta, appunto, con il dichiarato obiettivo di nascondere la sconfitta elettorale di Berlusconi (e quindi della Perina e di Granata) alle Regionali del 2005.

Sarà bellissima perché "Berlusconismo" sarà solo una voce su Wikipedia

Ripetersi non è bello. Ma manco sputare nel piatto dove hai mangiato fino a ieri.
Sarà bellissima perché i giudici simbolo antimafia a settant'anni non saranno eroi ma Pg di cassazione.

Ed è buffo che proprio un Pg di cassazione, Vitaliano Esposito, difendendo il pm Iacoviello, ci ricordi l'esistenza di Marcello Dell'Utri, anch'egli stretto collaboratore di Silvio Berlusconi e quindi destinatario delle succitate fiducie.

Sarà bellissima perché dirà: Eluana riposi in pace


O almeno, riposi meglio di com'è morta. Perché è difficile dimenticare il vergognoso dibattito di quei giorni, le ragionevoli ma "istituzionali" dichiarazioni di Gianfranco Fini, il primo strappo tra laici e cattolici nel PdL, e quel violentissimo decreto legge 1369 del 9 febbraio 2009, proposto dal governo Berlusconi (sempre quello delle fiducie), di cui solo la morte in diretta di Englaro ha permesso il ritiro.

Sarà bellissima perché conoscerò chi eleggo


Insomma, mica come adesso che il parlamento è composto solo da "nominati". Mica come adesso che si vota con quella "porcata" della Legge Calderoli, quella dello scandaloso premio di maggioranza e delle liste bloccate, senza preferenze, approvata il 21 dicembre 2005 anche grazie ai voti degli ex An.


Sarà bellissima perché guarderà le sue colline e le sue valli senza dirsi subito "come ci starebbe bene un outlet, un bungalow o un'autostrada


Ovviamente parlano delle poche colline e valli rimaste illese dai condoni approvati dai governi Berlusconi nel 2003 e nel 2009. Illese anche alla Tav, al Ponte sullo Stretto, agli innumerevoli svincoli autostradali, alla Pedemontana, alla Brescia-Padova, all'Expo di Milano etc etc.
Sarà bellissima perché in Italia verranno i ragazzi dall'India e dalla Cina e studieranno il greco e il latino»


Bene. Ma attendiamo ancora con ansia che Gianfranco Fini ritiri il suo nome dalla legge sull'immigrazione 198 del luglio 2002, nota appunto come Bossi-Fini e - alla faccia di quelli che studieranno il greco e il latino - giudicata non proprio benissimo da Amnesty International che vede nelle procedure di respingimento previste dalla legge probabili violazioni dei diritti umani dei profughi, soprattutto di quelli libici (ah, la Libia, l'amico Gheddafi...)
Sarà bellissima perché avrà capito che Roma non si governa con la corsa delle bighe


 
E' già bellissima perché La Russa e Gasparri stanno in un taglio basso a pagina 12 (ovazione)


La Russa e Gasparri erano entrambi autorevoli esponenti di An, colleghi di partito. Gasparri, in particolare, rientrava nella corrente "Destra in movimento", che sosteneva Gianfranco Fini nelle conte interne.

E' già bellissima perché Denis Verdini non ha più nessuno da comprare» (seconda ovazione)

Quindi lo sapevano.


Verdi dei miei stivali.

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L'altroieri i verdi (i verdi postPecoraro, quelli non di destra né di sinistra ma verdi ecologisti e basta) hanno cominciato la loro campagna per le amministrative a Roma. L'hanno fatto con un convegno sul governo della città. La sala, in realtà piccina, era gremita: ad ascoltare l'appassionato intervento di Bonelli, le belle cose sul consumo di suolo, sull'inquinamento e sulla mobilità, ci saranno state un centinaio di persone. Forse 150, con un buona dose d'ottimismo. Numeri da partito di massa, insomma. E il raggiungimento di tale impressionante risultato di partecipazione popolare dev'essere sicuramente merito dell'imponente comunicazione: i verdi postPecoraro, quelli non di destra né di sinistra ma verdi ecologisti e basta, hanno infatti appiccicato in giro per la città così tanti manifesti abusivi che ancora si vedono ben piazzati e presenti in ogni via. Utili a riempire la sale e a chiarire che la Roma che vogliono i verdi postPecoraro, quelli non di destra né di sinistra ma verdi ecologisti e basta, è «unaltracittà» (senza apostrofo che non c'entra), diversa in tutto, salvo, ovviamente, che per i manifesti elettorali.


Archeologia dell'abusivismo.

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Non ho ben capito come, ma a Bari, su una facciata di una casa popolare IACP,  durante un restauro sono tornati alla luce dei preziosi reperti storici. La scoperta è di tale interesse che subito, l'ente gestore, la soprintendenza e perfino il sindaco Emiliano (immagino prima di aver altro a cui pensare), si sono attivati per farli proteggere da una teca, per conservarne l'aspetto, miracolosamente integro, e l'alto valore artistico e sociale. 
Immagino già pronta la targhetta: «Rari esemplari di primi manifesti abusivi. Tipo pubblicitario e politico, anno 1947 e successivi».
Da qualche parte, in fondo, abbiamo pur dovuto cominciare ed ricordarselo potrebbe essere un bene. Anche se, ancora di più però lo sarebbe una multa. Il Partito Socialista Italiano non esiste più, o almeno non credo più ci sia alcun nesso. Per la Martini invece c'è qualche speranza (riteniamoci fortunati). Che dite, l'abuso è prescritto?